Settimana bianca a Bardonecchia – Diario di viaggio

Settimana bianca a Bardonecchia – Diario di viaggio

Per la prima volta quest’anno abbiamo deciso di passare una settimana sulla neve, fra l’altro insieme ad un bel gruppo di nostri amici del liceo! Io, da brava fifona quale sono, avevo un po’ di paura all’idea di trascorrere tutto quel tempo sugli sci. La mia testa mi suggeriva che sarebbe stato il modo migliore per rompersi una gamba, o anche tutte e due, perchè no. E invece è andata alla grande e già non vedo l’ora di poter ripetere l’esperienza!

panorama dal monte Jafferau

Anche se ormai sono passati mesi e la neve è ormai un po’ “fuori stagione”, quello che segue è il diario di viaggio della nostra settimana bianca a Bardonecchia… Per non dimenticare nulla!

Giorno 1 – 12 marzo 2018

Si comincia!

Primo giorno sulla neve, sveglia alle 7,15, colazione e subito pronti per sciare. Per fortuna ieri pomeriggio, dopo essere arrivati, siamo passati a prendere sci e scarponi al noleggio, così questa mattina abbiamo tutto l’occorrente. Certo, ci piacerebbe una colazione migliore, ma ci si accontenta di quello che c’è. Tanto scopriremo durante la settimana di non poterci aspettare granché dal ristorante dell’albergo.

Ritiriamo quindi gli sci al deposito e ci dirigiamo subito alla base degli impianti a Campo Smith, dove c’è l’appuntamento con tutto il gruppo per le lezioni collettive di sci. Mentre aspettiamo io vedo la pista “baby” e non posso farne a meno: devo provarla. Considerato che non ho mai preso lezioni vere, mi ha sempre e solo insegnato un po’ Luca, e che è passato comunque più di un anno dall’ultima volta che mi sono ritrovata con questi affari ai piedi, sono abbastanza terrorizzata già su questa discesina per bambini. Probabilmente anche un po’ ridicola, ma questa è un’altra storia.

Campo Smith

La prima lezione di sci!

Alle 10 iniziano le lezioni. Noi siamo un gruppo eterogeneo e ci sono due maestri, così prendiamo tutti la seggiovia e arrivati in cima ci fanno fare una piccola discesa di prova per valutare il nostro livello e dividerci in due gruppi. Ed io, che addirittura mi sarei voluta iscrivere con i principianti, mi ritrovo nello stesso gruppo di Luca e di alcuni nostri amici che sciano tutti gli anni da una vita. No ok, aspettate, qualcosa non va, panico, fermi tutti!

Chiaramente i due maestri non sono folli, il problema è che io e Flavia, una nostra amica, saremmo state classificate come “intermedie”, ma tutti gli altri sono o molto più bravi di noi, o praticamente proprio dei principanti. Alla fine, dato che nel gruppo dei bravi ci sono sciatori davvero esperti e che per noi sarebbe semplicemente impossibile (oltre che vagamente pericoloso) cercare di stare al passo con loro, veniamo spostate nel gruppo dei principianti. Io, da brava fifona, tiro un sospiro di sollievo.

Iniziamo quindi questa prima lezione. Valter, il nostro maestro, si trova un po’ in difficoltà: a questo punto siamo un gruppetto non molto numeroso, ma troppo eterogeneo. Una signora ha ancora problemi con lo spazzaneve, io e Flavia avremmo l’obiettivo di imparare ad andare a sci paralleli per la fine della settimana. Nel mezzo gli altri, ognuno ad un livello differente. Ci troviamo quindi a fare una lezione soprattutto teorica, scendendo solo brevi tratti e facendo delle lunghe soste in cui il maestro ci spiega la teoria. Tutto sommato alla fine va bene così, perchè tutte le cose che ci spiega sono molto interessanti e utili. E tre ore passano in fretta.

Bardonecchia vista dalle piste

Una meritatissima pausa pranzo ed un bel pomeriggio di sci

Alle 13 ci ritroviamo con Luca e gli altri amici ed andiamo a mangiare alla Grangia, una baita che il maestro di sci dell’altro gruppo ha tanto consigliato. Ed in effetti la polenta di cervo che io e Luca scegliamo per pranzo è davvero buonissima!

Ci godiamo tutti insieme un po’ di riposo dopo questa prima mattinata sulla neve, ma da bravi sciatori vogliamo trarre il massimo dalla giornata. E quindi dopo mangiato, senza indugio, rimettiamo gli sci ai piedi e saliamo su un’altra seggiovia.

Ora, l’idea iniziale sarebbe pure stata quella di di scendere insieme a tutti gli altri, ma la pista che viene scelta è una rossa che io non riesco a fare con molta… scioltezza, diciamo così. In pratica nel giro di mezzo secondo tutto il nostro gruppo di amici è sparito, nel senso che letteralmente non li vedevamo più, mentre io sono lì che cerco di scendere piano piano senza rotolare fino a valle tipo palla di neve gigante come nei cartoni animati.

Chiaramente avevamo messo in conto che questa cosa sarebbe successa, non c’era modo che io riuscissi a reggere i loro ritmi! Per cui semplicemente io e Luca sciamo in tranquillità per conto nostro per il resto della giornata. Il tempo è anche abbastanza buono, se si esclude un po’ di nevischio intorno alle 15,00 è proprio una bella giornata. Insomma alla fine va alla grande, salutiamo gli impianti che ormai sono le 16,45 e stanno chiudendo.

sugli sci

Livello di stanchezza: distrutti!

Questa prima giornata sulla neve ci ha stesi. Dopo aver riportato gli sci al deposito, ed aver immensamente apprezzato la comodità dei doposci, ci dirigiamo verso l’albergo. Per fortuna si tratta del Villaggio Olimpico, che è a circa 600 metri da Campo Smith, vicinissimo. E per fortuna, perchè siamo davvero distrutti e non appena arriviamo in camera crolliamo. Dopo aver affermato “mi stendo giusto un minuto sul letto”, mi sveglio quasi per caso che sono già le 20 ed è il caso di sbrigarsi per scendere a cena!

Tutto sommato il “riposino” è stato utile però, perchè dopo cena andiamo a giocare a biliardino con gli altri e finiamo per andare a dormire che ormai è mezzanotte!

Giorno 2 – 13 marzo 2018

Oggi seconda lezione di sci, questa volta ovviamente ci dividiamo da subito nei due gruppi. Quello avanzato, in cui è Luca, si dirige subito a fare delle piste difficili. Il maestro li porta su delle nere che per essere raggiunte richiedono di prendere degli skilift infiniti e piuttosto scomodi. Quando a fine lezione mi racconterà della sua mattinata, sarò piuttosto contenta di essere nel gruppo degli scrausi!

Luca sulla neve

Noi “intermedi” invece, che appunto siamo più scrausi, anche oggi andiamo pianino e non facciamo nulla di esagerato. Purtroppo però, proprio sulla prima pista del giorno, una signora del nostro gruppo cade e si fa abbastanza male ad una spalla. Il maestro chiama i soccorsi che la vengono a prendere in motoslitta e la sera scopriremo che purtroppo si è proprio fratturata un osso.

Anche se siamo dispiaciuti per lei, noi ovviamente rimprendiamo la lezione dopo che i soccorsi l’hanno recuperata per portarla in ospedale. Il maestro oggi ci spiega come frenare “all’indietro”, così che se per qualche motivo ci ritroviamo a scivolare andando all’indietro sappiamo cosa fare. Io devo dire che a fine lezione sono molto soddisfatta, perchè ho iniziato a capire come controllare meglio gli sci. Finalmente le curve mi fanno un po’ meno paura.

Il pranzo e la nostra sciata “fotografica”

Per la pausa pranzo oggi ci siamo quasi tutti portati i panini del pranzo al sacco dell’albergo, che si rivelano essere una vera delusione. Siamo abbastanza affamati, quindi ce li mangiamo comunque, ma l’idea di pranzare così tutti i giorni diciamo che non ci entusiasma. Visto anche il bel tempo, oggi ci siamo messi a pranzare sui tavoli all’esterno di una baita, quindi io ne approfitto per tirarmi un po’ su il morale, dopo quei panini davvero pessimi, con una bella fetta di torta Sacher accompagnata da panna: stratosferica!

Questa volta io e Luca non ci proviamo neanche a seguire gli altri sulle piste, decidiamo piuttosto di fare una sciata “fotografica”. Ci siamo portati apposta la reflex (leggi: Luca si è portato tutta la mattina la reflex nello zaino mentre sciava) e così decidiamo di sciare con molta calma, come piace a noi (leggi: come piace a me che veloce non ci so andare perchè sono una fifona molto responsabile), facendo qualche sosta per fare un po’ di foto.

chiesetta sulla neve

chiesetta sulla neve

Per prima cosa decidiamo di provare a fare una rossa, la “sole”, che io decido di battezzare come “la rossa degli animali” perchè all’incirca a metà della discesa, accanto alla pista, c’è uno spiazzo con delle statue di animali. La sosta lì è ovviamente obbligata, per qualche foto di rito con queste statue plasticose ma simpatiche. Ci sono cervi, orsi, alci, perfino dei cinghiali!

Sosta alla rossa degli animali

alce

L’avventura del giorno: come è iniziata

Tra una sosta per le foto e un pezzetto di pista, alla fine arriviamo alla base degli impianti che sono già le 16,15. Però insomma dai, oggi si sta così bene sulla neve che decidiamo di sciare ancora. Anzi, ancora meglio: invece che a Campo Smith siamo scesi dal lato di Melezet e la piantina ci segnala che da questa parte c’è una pista azzurra che parte da molto in alto… Non sarebbe bellissimo fare quella? Tanto se è azzurra vuol dire che è facile, mica ci potrà volere tanto a farla!

Chiaramente non abbiamo pensato che la seggiovia non è un teletrasporto: dalla base fino a Sellette dobbiamo prendere due seggiovie e ci vuole un po’. Ma che ci importa se poi gli impianti tra un po’ chiudono, tanto noi dopo mica dobbiamo risalire, dobbiamo solo scendere!

L’avventura del giorno: problema numero uno

Appena arrivati in cima però si presenta il primo problema: col cavolo che questa è una pista azzurra! Io guardo giù e mi paralizzo, completamente. Luca che continua a ripetermi che sono scesa su piste peggiori, che ce la posso fare tranquillamente, ma io nulla, sono terrorizzata. Non ho alternative però, ormai devo cercare di scendere. Ci provo. E la neve è ghiacciata. Ora, se questa storia ve la raccontasse Luca, o probabilmente chiunque altro, potrebbe non concordare con me. Io però ve lo assicuro, neve ghiacciata. Siamo abbastanza in alto (2230 m), la pista è un po’ in ombra, inizia a fare freddino perchè sono passate le 16:30… possiamo accettare la mia tesi di neve ghiacciata direi.

Insomma, provo a fare una curva e nulla, arrivo a bordo pista senza il coraggio di girare. Di andare giù dritta con una pista così pendente neanche a pensarci, prenderei troppa velocità. E la velocità ai fifoni non piace. Alla fine opto per una lenta (lentissima) discesa a scaletta. Pure faticosa, faccio sì e no 10 metri e sono a pezzi. Ma non c’è altro modo. Vabbè, sarà una cosa lunga, ma tanto chi mi corre dietro?

Neve

L’inizio della pista con tanto di cartello “azzurra” a prendermi in giro!

L’avventura del giorno: problema numero due

Le ultime parole famose. L’omino degli impianti scende con gli sci ai piedi e vedendomi in difficoltà mi chiede se ho bisogno che mi vengano a recuperare: “no no, assoltamente, ce la faccio, guardi arrivo fin lì che è un po’ meno ripida e poi scendo sciando, sono capace, giuro”. Mi guarda un po’ male, poi mi avvisa che però se ci metto troppo e non mi vedono arrivare entro un tempo ragionevole manda qualcuno a recuperarmi. “Ma no no, giuro che non serve!” Al che mi spiega che potrà pure non servire a me, ma loro devono chiudere gli impianti e assicurarsi che non ci siano sciatori in giro perchè devono passare i gatti delle nevi.

Insomma in realtà quindi impianti chiusi non significa che non posso più salire, ma proprio che non posso neanche scendere. Bene, forse era il caso di saperla prima questa cosa.

L’omino a questo punto se ne va, ma chiaramente l’ansia che io ora ho addosso è triplicata. Non solo sono palesemente bloccata su quella che di certo non è una pista azzurra, ma oltretutto mi devo pure dare una mossa. Di bene in meglio.

L’avventura del giorno: ce la faranno i nostri eroi?

Io chiaramente continuo imperterrita a scendere a scaletta ed immagino che una volta arrivato giù l’omino non abbia aspettato neanche un secondo a mandare su qualcuno, che tanto aveva capito molto meglio di me che non ce l’avrei mai fatta. E così dopo pochi minuti arriva un carabiniere in motoslitta. Mi si avvicina e mi chiede se voglio un passaggio. “No no, assoltamente, ce la faccio, guardi arrivo fin lì che è un po’ meno ripida e poi scendo sciando, sono capace, giuro”. E due. Lui mi guarda poco convinto ma mi dice che ok, posso provare. Ma lui deve aspettare che io scenda per assicurarsi che io ce la faccia.

Ecco, perfetto, giusto quella dose di ansia che mi mancava. Arrivo finalmente a quel famoso punto un po’ meno ripido e provo a fare una curva. Chiaramente cado, tipo pera cotta. Subito, al primo tentativo. Neanche mezza curva ho fatto, una campionessa.

Al che lui mi raggiunge con la motoslitta, mi guarda e ripete la domanda con giusto un pizzico extra di enfasi: “Lo vuoi un passaggio?”. Da dove mi trovo, cioè seduta sulla neve a cercare di ritirarmi su con tutti gli sci ai piedi, è finalmente chiaro che c’è una sola risposta possibile: “sì grazie, in effetti mi farebbe comodo”.

E così oggi ho vinto anche un giretto in motoslitta! Luca inizia a scendere perchè il carabiniere lo avvisa che non può lasciarlo indietro, mentre io mi tolgo gli sci, che ovviamente vanno nel portasci, e poi salgo sulla motoslitta. Questo carabiniere alla fine è simpaticissimo, peccato sia giusto un po’ folle: corre tantissimo, io ho tutto il tempo una paura epica e lui se la ride: “tieniti forte eh, che adesso accelero!”. Ed io a pensare “ma come accelera, più di così?!”. Sì, più di così!

Sono sopravvissuta!

Vabbè, alla fine arrivo sana e salva. A metà discesa cambio di motoslitta, mi porta fino a giù un poliziotto. Che poi scendendo mi rendo conto di quanto era lunga la strada da fare e di quanto fosse chiaramente impossibile che io riuscissi a tornare a Campo Smith da sola. Era proprio follia, non ci eravamo minimamente resi conto che non era fattibile.

Una volta giù il poliziotto si annota i miei dati, aggiungendo “vabbè, scrivo principiante e via, ma la prossima volta non salite così tardi eh!”, e finalmente possiamo andare a rimettere gli sci nell’armadietto del deposito.

Luca è un po’ stanco, dato che lui al contrario mio è sceso con gli sci ai piedi e andando anche piuttosto velocemente, dato che doveva precederci. E a dirla tutta è anche un po’ invidioso, perchè il giro in motoslitta a lui non sarebbe dispiaciuto per niente!

Dopo una bella doccia, un po’ di relax e la cena, ci vuole proprio una serata tranquilla. Luca va con gli altri alla ricerca di un pub in paese, ma quello che trovano si rivela un po’ una delusione. Io invece me ne resto in camera a studiare, così do un senso al fatto di essermi portata i libri fino in Piemonte. Sono sopravvissuta anche alla piccola disavventura di oggi!

Giorno 3 – 14 marzo 2018

Terzo giorno, terza lezione di sci. Il maestro ci porta subito su una pista che abbiamo già fatto nei giorni precedenti, larga e piuttosto semplice. Oggi però la neve è estremamente compatta. Per molti è la neve ideale per sciare, per me è praticamente ghiacciata.

Purtroppo a me la neve così dura terrorizza e dopo neanche 5 minuti che stiamo scendendo mi blocco completamente. Il maestro ed il resto del gruppo si accorgono che io sono rimasta in cima solo dopo essere scesi per un bel pezzetto, così sono completamente sola e totalmente nel panico. Nel mentre accanto a me scendono file di bambini impavidi guidati dai maestri, il che mi fa sentire ancora peggio. Quei soldi di cacio scendono senza esitazione, ogni tanto qualcuno ruzzola giù tipo palla di neve ma poi si rialza e riprende come se niente fosse. Ed io invece sono ferma immobile con le lacrime agli occhi. Sentirsi una schifezza sugli sci: fatto.

Mi sento ancora peggio perchè se non mi muovo farò aspettare tutto il gruppo un’infinità, così piano piano cerco di sbloccarmi. Alla fine non so bene come ma riesco a scendere un pochino e spostarmi in una zona al sole, dove la neve è un po’ meno compatta, e così riesco a raggiungere gli altri. Giuro che ho raccolto ogni briciola di coraggio che ho!

piste da sci

Oggi solo piste facili

Il resto della lezione prosegue un po’ meglio, perchè col sole la neve inizia ad ammorbidirsi un po’. Nonostante ciò, io a fine lezione sono stanchissima. Il gruppo di Luca questa mattina ha sciato invece sul monte Jaffreau, che a quanto pare regala dei panorami meravigliosi ma ha delle piste più impegnative. Dopo quello che è successo ieri e che mi sono bloccata di nuovo questa mattina, non me la sento di andare io lì. E così, anche se tutti gli altri rimangono lì nel pomeriggio, Luca mi raggiunge a Campo Smith.

panorama dal monte Jafferau

Oggi decidiamo di non rischiare, abbiamo imparato la lezione. Solo piste facili ed anche se la giornata è stupenda, con un sole magnifico, finiamo di sciare un po’ prima, intorno alle 16.

Un giro in paese

Dopo la doccia decidiamo di uscire per una passeggiata in paese, dato che non abbiamo ancora avuto occasione di vedere nulla. Se devo essere onesta però non è che Bardonecchia mi colpisca più di tanto, un paesino carino ma nulla di speciale. Passeggiamo un po’, entriamo in un paio di negozietti e soprattutto facciamo sosta al supermercato, per prendere qualche bottiglia d’acqua e una piccola scorta di snack golosi.

Bardonecchia

Bardonecchia

Torniamo in albergo per cena e poi con gli altri si decide di andare ad un bar/pub a Campo Smith, dove troviamo un gruppo di olandesi che hanno improvvisato una festa a tema: i ragazzi sono tutti vestiti da femmine e le ragazze da maschi. Indistintamente però, sono tutti piuttosto alticci!

Giorno 4 – 15 marzo 2018

Per oggi era prevista una forte nevicata, che infatti non si fa attendere: appena svegli guardiamo fuori dalla finestra e la neve sta scendendo senza sosta, coprendo tutto di bianco. Decidiamo comunque di fare la lezione di sci, in fondo siamo venuti qui per questo e non c’è ragione di rinunciare!

Del mio gruppo siamo soltanto in due, io e Flavia, così Luca decide di unirsi a noi invece che sciare col suo gruppo, in modo da fare una lezione un po’ molto più soft. Nonostante la neve continui a cadere sempre più abbondante durante la mattinata, tanto in alcuni momenti non si vede praticamente nulla, la lezione risulta comunque utile. Dato che siamo solo in 3, e che io e Flavia siamo più o meno allo stesso livello, riusciamo a fare più esercizio del solito.

Alle 13 finiamo la lezione e siamo completamente coperti di neve e bagnati. Decidiamo che per oggi è sufficiente così, quindi riportiamo gli sci al deposito e ci fermiamo a mangiare al bar/ristorante alla base della seggivia, concludendo con un ottimo strudel di mele: ci voleva proprio!

coperti di neve!

Nel pomeriggio siamo talmente stanchi che dopo la doccia crolliamo dalla stanchezza e dormiamo fino alle sette di sera! Anzi, in realtà oggi c’era un aperitivo in albergo con tutti quelli del gruppo ma dato che ci siamo addormentati arriviamo che ormai è essenzialmente finito! Rimaniamo con gli altri a chiacchierare e poi si va tutti a cena. A conclusione della giornata un po’ di relax in albergo giocando a biliardino, che è sempre divertente!

Giorno 5 – 16 marzo 2018

Oggi è una bellissima giornata, c’è il sole e la neve è esattemente come piace a me: non potrei chiedere di meglio per l’ultimo giorno di lezione!

Il maestro ci porta su alcune piste che nei giorni scorsi non avevamo ancora fatto con lui, la Pra-Raymond che è una rossa e la Genzianella che è una blu abbastanza facile. Ci fa anche fare qualche esercizio un pizzico più avanzato del solito ed io proprio sul più bello, mentre mi sto divertendo tantissimo, cado come una pera cotta! Per fortuna non mi faccio nulla, o sarebbe stato davvero un brutto modo per concludere la vacanza!

A fine lezione facciamo una foto di gruppo con Valter, il maestro, e poi raggiungo Luca che oggi ha fatto lezione con il suo gruppo.

Pranziamo tutti insieme alla solita baita gustandoci un ottimo panino con la salsiccia e rilassandoci un po’. Con questo bel sole si sta benissimo ai tavoli all’aperto! Dopo pranzo facciamo una foto di gruppo con tutti gli amici già che ci siamo e poi io, Luca e Flavia prendiamo da Campo Smith la navetta per raggiungere Edoardo, il ragazzo di Flavia, allo Jafferau.

sci e neve

Pomeriggio sul monte Jafferau

Io sono un po’ preoccupata all’idea di sciare sul monte Jafferau, perchè anche se rispetto ai primi giorni sono effettivamente migliorata mi sento ancora parecchio insicura. Nonostante ciò, appena saliti fino in cima devo ammettere che è valsa la pena provare a impegnarsi un po’ di più: il panorama è semplicemente stupendo!

panorama dal monte Jafferau

Ci fermiamo qualche minuto in cima a bordo della pista per scattare un bel po’ di foto, poi per scendere scegliamo la pista più facile, quella blu. La difficoltà più grande viene dal fatto che non ci sono alberi, solo neve, tantissima neve. In pratica tutto è perfettamente bianco e non si riesce quasi a distinguere il bordo della pista, ma proprio per questo lo scenario è davvero incredibile!

panorama dal monte Jafferau

Quando arriviamo alla base della seggiovia che porta in cima Luca ed Edoardo decidono di fare “un altro giro”, ma io e Flavia siamo più stanche e decidiamo di fermarci ad aspettarli lì. Non appena ci raggiungono riprendiamo a scendere, ma solo Edoardo decide di affrontare la nera che porta fino alla base con gli sci ai piedi. Luca l’ha provata nei giorni precedenti e non gli è piaciuta come pista, mentre per me e Flavia è semplicemente troppo difficile, quindi per scendere prendiamo l’ovovia.

Una volta tornati a Campo Smith con la navetta e lasciati gli sci al deposito, ci meritiamo tutti e quattro un bell’aperitivo!

Torniamo poi in albergo per una bella doccia e dopo cena io e Flavia riceviamo il “pagellino” finale del corso di sci: sono molto soddisfatta di aver saltato completamente il livello bronzo, dato che mi sono conquistata la mia prima stellina d’argento!

Giorno 6 – 17 marzo 2018

Ultimo giorno di sci, oggi non c’è lezione e il tempo non è dei migliori: tanto vale alzarsi con calma!

Quasi tutti i nostri amici decidono di andare a sciare a Jafferau, ma io e Luca rimaniamo con Edoardo e Flavia a Campo Smith. Come prima pista del giorno scegliamo la “rossa degli animali”, ma non ci fermiamo a scattare foto perchè sta nevicando parecchio e non si vedrebbe molto!

Finita quella scendiamo con alcune blu verso Melezet e poi torniamo verso Campo Smith, sotto la neve che cade sempre più forte. La parte più divertente arriva quando passiamo in un tratto che unisce due piste passando tra gli alberi: non sarebbe una pista vera, ma sono netti i segni di chi è passato prima di noi ed è davvero un pezzetto piccolissimo!

coperti di neve!

Arriviamo all’ora di pranzo davvero fradici, sembriamo praticamente dei pupazzi di neve che sciano!

Un ultimo pranzo grandioso

Dato che è l’ultimo pranzo qui ci trattiamo più che bene. Ci fermiamo alla solita baita e facciamo un bel po’ di fila prima che si liberi un tavolo al chiuso, ma ne vale la pena. Polenta con salsiccia, polenta concia (una squisitezza fatta con polenta e formaggio) e un bel tagliere dello sciatore, per poi concludere con una super fetta di torta Sacher!

L’ultimo pomeriggio sulla neve

Dopo pranzo finalmente smette di nevicare e torna la visibilità. Nonostante il freddo decidiamo allora di sciare ancora un po’. Scendiamo un paio di volte lungo il tratto blu della pista olimpica divertendoci a fare qualche video. In fondo devo pur portare a casa delle prove del fatto che ho imparato a sciare!

Sulla neve

Torniamo a Campo Smith quando ormai gli impianti stanno chiudendo, si può dire che abbiamo sfruttato a pieno quest’ultimo giorno sulla neve.

Riconsegnamo gli sci al noleggio e poi raggiungiamo tutti gli altri per un ultimo aperitivo. È sempre bello stare un po’ in compagnia, quindi anche la serata è perfetta: dopo cena giochiamo un po’ a biliardino e poi facciamo un salto in un pub/discoteca a Campo Smith prima di tornare in albergo per chiudere le valigie. Domani si torna a Roma!

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