Avventure in Erasmus: l’esperienza di Federica a Bonn!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Federica a Bonn!

Finalmente, dopo un bel po’ di tempo, riprendo a pubblicare qui su blog: il nuovo anno accademico è iniziato con una grossa novità che mi sta assorbendo completamente, l’Erasmus!

E mentre mi preparavo per questa nuova avventura ho iniziato a pensare… Perchè non chiedere ad altri ragazzi che hanno fatto la stessa esperienza di raccontarmi come è andata? È così che nasce questo nuovo spazio che ho voluto chiamare “Avventure in Erasmus“!

La prima a parlarci del suo periodo all’estero è Federica, una mia compagna di classe del liceo che si è subito mostrata entusiasta all’idea di questa intervista e che quindi voglio ringraziare tantissimo!

Lei studia Giurisprudenza all’università “Tor Vergata” di Roma e ha trascorso 6 mesi in Germania nel primo semestre del 2017-2018. Più precisamente è stata a Bonn, presso la “Rheinische Friedrich Wilhelms Universität Bonn”.

Ecco la sua esperienza!

Perchè

1 – Perché hai deciso di partire per un’esperienza Erasmus? E come mai hai scelto proprio Bonn?

Ho deciso di fare l’Erasmus perché l’ho sempre ritenuta una delle più stimolanti e importanti esperienze che uno studente universitario possa fare. In sostanza, mi ha sempre affascinato seguire dei corsi all’estero in una lingua diversa dalla mia madrelingua, così come mi ha sempre affascinato anche provare a vedere come si diversificassero i corsi da uno Stato all’altro.

Ho scelto Bonn, per due ordini di motivi: il primo, forse più importante, riguarda il prestigio dell’Università, non volevo scegliere la prima Università che ci fosse a disposizione, solo per dire che fossi partita, ma volevo scegliere un’Università, che avrebbe sicuramente reso il mio Erasmus significativo; il secondo è per l’importanza storica della città.

Bonn

Prima di partire

2 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 6 mesi a Bonn?

Il più importante consiglio che do è non avere mai paura del cambiamento. Parliamoci chiaro, ogni volta che uno prende e parte, sottovaluta tantissimo le difficoltà che incontrerà una volta trasferitisi nel paese di destinazione. Io, ad esempio, ho avuto mille problemi dall’assegnazione dell’appartamento fino alla registrazione all’Università. Non vi spaventate, perché fa parte del gioco, anzi, imparate a convivere con le difficoltà e a farle diventare il vostro punto di forza per vivere al meglio quest’esperienza. Non abbiate paura che state lasciando la vostra comfort zone qua in Italia, perché una volta arrivati nel vostro Paese, una volta sistemati, sarà quella la vostra nuova comfort zone.

3 – È stato difficile trovare un alloggio a Bonn? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Non è stato semplicissimo, diciamo che io sono stata fortunata, perché lo studentato della città mi ha assegnato, dopo un po’ di pressione, una stanza. A parte questo, mi avevano assicurato dei veterani, che ad ogni modo avrei sicuramente trovato un appartamento, quindi non dovevo avere paura. I consigli che do sono: primo fra tutti è di fare application per una stanza in un dormitorio, sono quelle che si trovano in punti strategici della città e che, per un motivo o per un altro, rimangono le migliori soluzioni; in secondo luogo, qualora l’opzione dormitorio non fosse sufficiente, cercate su internet, gruppi su facebook oppure siti per affitti e vendite di appartamenti; terzo: cercate direttamente sul posto, è molto più facile trovare un appartamento, ma soprattutto riuscire a parlare con i coinquilini, che saranno poi solo loro a decidere se prenderete o meno questa stanza. Per avere una stanza decente si spende da un minimo di 300 euro ad un massimo di 600.

La vita da studente a Bonn

4 – Che ne pensi dell’università di Bonn? Come ti ci sei trovata?

Penso che l’Università di Bonn sia una delle più belle e delle più articolate università della Germania. Ha una bellissima storia alle spalle, promuove diversi e vari programmi per la mobilità internazionale. Insomma è proprio il top, ma come ogni università prestigiosa e articolata nei suoi programmi di studio, anche il livello richiesto è piuttosto alto. Personalmente non ho avuto la fortuna di trovare professori indulgenti perché ero un erasmust student, anzi tutto il contrario. C’è da dire che anche in questo modo ho potuto imparare molto. Infatti, seppur sia stata davvero tosta, continuo a pensare che mi sia trovata bene e sceglierei di nuovo quella Università (forse cambierei gli esami).

5 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante l’Erasmus?

All’inizio ne ho avuti un bel po’, pur studiando il tedesco da diversi anni. In un secondo momento, con questa full immersion nella lingua, è stato sempre più facile capire e farsi capire.

Sia prima della partenza che una volta arrivata in Germania, ho fatto dei corsi di lingua tedesca.

6 – Come definiresti il costo della vita a Bonn? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese uno studente che volesse fare l’Erasmus lì?

Non lo definirei particolarmente alto, ma abbastanza nella media. Sicuramente lo studente deve sempre tenere a mente che i trasporti pubblici costano tantissimo, però è anche vero che buona parte delle spese sono ammortizzate, grazie al pagamento di una tassa sociale, che permette di fare un abbonamento semestrale ai servizi pubblici.

7 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Bonn? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

Il divertimento tedesco è un po’ particolare, diciamo che non c’è molta vita notturna nei locali, ma la gente preferisce organizzare feste in casa, per risparmiare un po’ di soldi. È anche vero che quando i tedeschi si vogliono divertire, lo fanno a regola d’arte, basti pensare al Carnevale di Colonia, che è famoso in tutta Europa. Lo stile di vita tedesco è, ad ogni modo, particolare, ma interessante. I tedeschi non sono persone particolarmente espansive, come potremmo essere noi italiani, sono abbastanza funzionali nei loro rapporti, però quando trovi un tedesco che vuole esserti amico, allora ti diventa uno dei migliori amici che potresti mai avere. Sinceramente, fatta eccezione su alcuni miti sfatati ( puntualità, organizzazione impeccabile, ecc.) io in Germania ho vissuto molto bene e ci andrei tranquillamente a vivere.

8 – Luoghi comuni sulla Germania: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

Vero: sono rapidi, abbastanza efficienti ed organizzati.

Falso: che hanno un’organizzazione impeccabile e che sono sempre puntuali. Sono stata diverse volte ad aspettare autobus che non sono mai passati. Tenete sempre a mente una cosa: un tedesco a cui salta la sua organizzazione, è un tedesco perso. Non sanno far fronte ad imprevisti.

Ricordi dell’Erasmus

Erasmus Bonn

9 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Bonn?

La festa di Natale che abbiamo organizzato in sala comune.

10 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Bonn?

Ne ho due: L’Altstadt e Hofgarten.

11 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’Erasmus a Bonn?

Le amicizie, i viaggi e le attività.

12 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

Gli esami, la burocrazia e la partenza&saluti, perché una volta che arrivi, non vorresti più partire.

Tiriamo le somme

13 – Consiglieresti Bonn per l’Erasmus? E se in futuro ne avessi occasione, sceglieresti Bonn per vivere?

Assolutamente sì, è un posto bellissimo. E sì, stavo seriamente di comprarmi un appartamento là. Bonn è bellissima.

14 – Consiglieresti l’Erasmus in generale? Per quale ragione?

L’Erasmus lo consiglierei sempre e comunque. È un’esperienza che fa maturare molto le persone, che le aiuta a crescere e a fronteggiare le proprie paure, perché, come detto, si lascia la propria comfort zone e si comincia una nuova avventura. Rimane un’esperienza che tutti dovrebbero fare, perché ti dà tanto e ti aiuta anche a comprendere maggiormente quello che vorresti fare nella vita e nel futuro. Di conseguenza, seriamente, spero che chiunque abbia modo e possibilità di partire per l’Erasmus, lo faccia. Credetemi, è veramente un must, che se non lo farete, vi lascerà un po’ di amaro in bocca.

Grazie ancora a Federica per aver voluto raccontare la propria esperienza in Erasmus!

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