Avventure in Erasmus: il mio primo mese in Lussemburgo

Avventure in Erasmus: il mio primo mese in Lussemburgo

Venerdì era un mese esatto che sono arrivata in Lussemburgo e che è iniziata questa avventura dell’Erasmus!

È stato un mese intenso, da quando sono arrivata ho fatto mille cose e ho sempre tantissimo da studiare. Non mi fermo un attimo! Però sono contenta, davvero felice. Qui l’ambiente universitario è molto positivo, si sta veramente bene. Il confronto con quello di Roma è meglio che non lo faccio, perchè ogni volta che inizio a pensarci mi chiedo chi me lo farà fare di tornare alla Sapienza tra soli 4 mesi….

Ma iniziamo dal principio, che a me piacciono le cose ordinate!

Benvenuti in Lussemburgo!

Il 12 settembre sono arrivata a Lussemburgo Città di sera tardi. Per fortuna l’università organizza un servizio di “pick-up”, per cui uno studente è venuto a prendermi con la macchina e mi ha accompagnata all’ostello in città, dove avevo prenotato per la prima notte. Non è male come posto per dormire se capitate da queste parti, oltre ad essere l’unica opzione con prezzi accettabili di tutta la città.

La prima mattina avevo già impegni! Per pura fortuna avevo prenotato il volo per il 12, dato che solo pochi giorni prima di partire l’università mi ha avvisata che il 13 ci sarebbe stato un evento di presentazione dei corsi della mia facoltà a cui ero invitata. Mi sono quindi alzata presto e ho fatto colazione in ostello, non senza rimanere perplessa per il fatto che nella ciotola di fianco a quella della Nutella ci fosse della salsa per l’arrosto. Benvenuti in Lussemburgo, suppongo!

Perdersi il primo giorno: fatto!

Dopo colazione mi sono avventurata alla ricerca di un autobus che mi portasse a Kirchberg, il quartiere dove si trova la facoltà di ingegneria. Una ragazza che era in camera con me mi aveva suggerito quale autobus prendere, mi sono fidata e ho preso quello. Una volta salitaci comunque ho chiesto conferma all’autista, che mi ha anche promesso di avvisarmi quando sarebbe stato il momento di scendere. Solo che a un certo punto si è girato e mi ha detto: “Scusa, mi sa che mi sono sbagliato, è la prima volta che guido su questa linea… Mi sa che dovevi scendere a un’altra fermata… A questo punto ti conviene scendere qui e andare a piedi!”. Per fortuna ero in anticipo!

Mi sono fatta una bella passeggiata in un parco, seguendo le indicazioni di google maps. Che mi ha portata dritta in una specie di boschetto, dove la strada che mi indicava è sparita. Insomma mi sono persa già il primo giorno!

Benvenuti al Master of Science in Civil Engineering – Megastructure Engineering with Sustainable Resources

L’università comunque poi l’ho trovata, è che è un po’ nascosta. La prima parte della presentazione era una di quelle cose noiose in cui il preside della facoltà racconta quanto è bello studiare lì. Poi però ci hanno divisi nei vari corsi. Il primo ad essere chiamato è stato proprio il mio: eravamo ben 6 studenti! La direttrice del corso ci ha subito rassicurati: “Oggi siete pochi, ma in realtà quest’anno abbiamo tanti iscritti, sarete addirittura una ventina!”. Ho soffocato le risate, giuro.

Campus Kirchberg

Ho conosciuto così alcuni studenti del primo anno di master, con i quali in realtà ho in comune un solo corso, essendo gli altri che seguo tutti del secondo anno. Comunque la professoressa ci ha spiegato nel dettaglio l’organizzazione del corso di laurea e ci ha dato qualche consiglio. Dopodiché la parte più bella: ci hanno offerto un pranzo di benvenuto! Certo, l’hanno chiamato “welcome barbeque” anche se di brace non c’era nessuna traccia, ma del cibo gratis non si rifiuta di certo. Ed era pure buono.

Verso Esch-sur-Alzette

Nel pomeriggio sono tornata all’ostello, ho preso i miei bagagli e non senza fatica (l’ostello è in fondo a una mega discesa, la fermata dell’autobus in cima, ovviamente) ho raggiunto la stazione centrale di Lussemburgo Città. E da lì, dopo aver chiesto circa 4 o 5 volte quale fosse il treno giusto, mi sono diretta ad Esch-sur-Alzette. Che è dove vivo ora, praticamente attaccata al confine con la Francia nel sud-ovest del Lussemburgo.

L’università infatti nei prossimi anni si sposterà completamente nel nuovo campus di Belval, che si trova proprio a Esch, ma il processo è già molto avviato e buona parte delle residenze studentesche si trovano qui.

Una volta arrivata sono andata dritta all’ostello della gioventù (giusto per provarli tutti), che per fortuna è attaccato alla stazione del treno. E la sera ho finalmente conosciuto Irene e Carolina, due ragazze italiane, anche loro in Erasmus, con le quali ci eravamo già sentite prima della partenza perchè Irene è nella mia stessa residenza studentesca!

Welcome Day all’Università del Lussemburgo

Neanche il tempo di riposarsi un attimo, il 14 settembre c’è stato il Welcome Day all’Università del Lussemburgo. Di questo spero di avere tempo di raccontare più in dettaglio, ma è stata una giornata davvero pienissima!

La mattina ho lasciato i miei bagagli nel seminterrato della mia residenza studentesca, insieme a quelli di Irene e Carolina. Non avevo ancora la chiave, ma per fortuna Eva, la mia coinquilina tedesca, era già arrivata da qualche giorno e ci ha aperto. Anche con lei, ci eravamo già sentite prima della partenza e questo ha facilitato moltissimo le cose!

Siamo quindi andate tutte e quattro insieme al Welcome Day, dove ci hanno offerto la colazione e poi anche il pranzo! La quantità di cibo che c’era in giro era impressionante, senza contare il fatto che era anche tutto davvero buono!

Il pezzo forte della giornata sono stati sicuramente i mille gadget che abbiamo collezionato passando da uno stand all’altro: non solo penne ed evidenziatori, ma perfino una maglietta, occhiali da sole e cuffiette per la musica.

Ovviamente però eravamo anche in tantissimi a dover prendere le chiavi della stanza, quindi per quello abbiamo fatto parecchia fila. Sono però riuscita a fare le due cose a cui tenevo di più e cioè partecipare alla visita guidata del nuovissimo Learning Center (che chiamarlo biblioteca in effetti è riduttivo) e a quella dell’altoforno. Sì, perchè l’intero campus universitario di Belval è costruito dove un tempo si trovava un polo industriale per la produzione dell’acciaio (se ci pensate, Alsazia e Lorena sono proprio qui sotto) ed è possibile visitare ciò che rimane dell’altoforno, salendo fino ad una piattaforma a 40 metri di altezza. Il panorama non è niente male da lì.

panorama dall'altoforno

Lussemburgo Città

La prima domenica trascorsa qui, ho deciso di andare a visitare Lussemburgo Città. Armata di macchina fotografica e di appunti per un “self guided tour” scaricati sul cellulare, mi sono goduta una bella giornata di sole e ho passeggiato con calma per la città. In realtà sono arrivata in centro che era già ora di pranzo. Quindi per prima cosa sono andata alla Chocolate House (l’ho anche raccontato a Giulia e Chiara di Kilometri a Colazione!) e ho pranzato con una bella fetta di torta al cioccolato e una spremuta d’arancia.

Una volta sazia mi sono fatta un bel giro con tutta la calma del mondo. La parte vecchia di Lussemburgo Città è piccola, non ci vuole molto a girarsela tutta. Nella Place d’Armes mi sono goduta la musica dal vivo, poi ho esplorato un po’ la Grand Rue, molto tranquilla perchè di domenica i negozi sono chiusi, e poi sono andata ad ammirare il panorama dalla terrazza di piazza della Costituzione, vicino alla Gëlle Fra. Sono anche entrata nella cattedrale di Notre Dame prima di ritornare verso il palazzo Granducale e dirigermi prima alla chiesa di San Michele e poi verso la Rupe di Bock. E da lì, per tornare verso la stazione, ho anche percorso buona parte del “Chemin de la Corniche”, il percorso definito come la “passeggiata più bella d’Europa”.

Lussemburgo

L’inizio delle lezioni

Già il 17 settembre sono iniziate le lezioni. Per fortuna qui non ho molte lezioni da seguire, perchè l’università è organizzata in modo molto diverso da come sono abituata a Roma. Qui per ogni corso c’è una sola lezione a settimana, di un’ora e mezza o due a seconda del numero di crediti legati al corso. Viene assegnato molto lavoro da fare a casa, anche con scadenze e consegne settimanali, ma si passa meno tempo a seguire delle lezioni frontali.

Un’altra cosa positiva è che i miei corsi sono tutti in inglese, ma i professori sono lussemburghesi o tedeschi. Questo significa che per quanto parlino bene l’inglese, non è la loro lingua madre e quindi parlano più lentamente. Per la prima volta ho tempo non solo di prendere appunti ma anche di ragionare su quello che sto ascoltando durante le lezioni!

Incoming Welcome Day

Sabato 22 noi studenti Erasmus o di altri programmi di scambio siamo stati invitati a un altro Welcome Day. In pratica, altro cibo gratis!

Abbiamo partecipato a un brunch organizzato dall’università per noi in un pub vicino al campus, poi nel pomeriggio i ragazzi di ESN avevano preparato per noi una caccia al tesoro per farci scoprire Esch!

Ogni squadra aveva una lista di cose da fare: chiedere a una persona del posto di tradurre la frase scritta sulla facciata del municipio, trovare la pasticceria “Namur” e farsi una foto di gruppo lì davanti, scoprire cosa fosse accaduto ad un edificio in rovina, farsi una foto buffa in un parco giochi… Abbiamo corso come dei matti e ci siamo divertiti tantissimo! Il nostro era il team “Pasta”, perchè eravamo ben 3 italiane e il cibo è uno dei nostri argomenti di conversazione principali a quanto pare… mio soprattutto! Purtroppo non abbiamo vinto, ma è stato comunque un pomeriggio fantastico.

caccia al tesoro

Prima visita in cantiere

Già all’inizio della seconda settimana di lezione mi sono ritrovata in cantiere! Considerato che a Roma è facile riuscire a laurearsi in ingegneria civile senza aver mai messo piede in cantiere, la cosa per me non era per niente scontata!

Qui uno degli esami che devo fare è un progetto, un caso studio reale. Nel mio caso si tratta di lavorare per cercare di capire se è possibile e conveniente riciclare del calcestruzzo proveniente da un edificio in demolizione per produrre del calcestruzzo nuovo. In particolare c’è un edificio a Lussemburgo Città che stanno smantellando e demolendo e io prenderò da lì dei campioni e farò dei test. È un sacco di lavoro, ma è davvero interessante!

Steampunk Convention e visita di una miniera di ferro

Il 29 settembre invece qui in Lussemburgo c’è stata una Convention di Steampunk chiamata “Anno 1900“. È un evento che si tiene ogni anno a Fond-de-Gras e dove si radunano tantissime persone appassionate di questo genere letterario. Per chi non lo sapesse (non lo conoscevo neanche io) lo Steampunk è un filone della narrativa fantascientifica in cui si immagina un mondo anacronistico, dove la tecnologia è azionata dalla forza motrice del vapore.

Per questo la location che hanno scelto è perfetta: essenzialmente è una stazione ferroviaria dove per l’occasione arriva anche un treno a vapore! E poi è possibile anche partecipare a delle visite guidate di una miniera di ferro.

Steampunk

Io sono andata con un paio di ragazzi del mio corso dell’università e altri loro amici e sono stata davvero contenta della gita! La giornata era bellissima, c’era il sole e si stava davvero bene. Abbiamo preso il treno da Esch fino a Differdange e poi lì c’era una navetta. In realtà non l’abbiamo trovata, quindi abbiamo preso prima un autobus fino a Niederkorn e poi lì la famosa navetta. Già mentre andavamo alcune persone erano vestite a tema, ma quando siamo arrivati lì è stato bellissimo ritrovarsi circondati da tutti questi appassionati in costume. Alcuni erano davvero incredibili, pieni di dettagli!

Alla fiera c’erano tantissimi stand, anche vari di cibo. Abbiamo mangiato qualcosa, io mi ero portata del cous cous, e poi alle 14 abbiamo partecipato alla visita guidata della miniera, che è stata davvero carina e interessante. Per il resto, questa convention è essenzialmente un parco giochi per fotografi: le persone che vi partecipano sono quasi tutte più che felici di essere fotografate e anzi molti si mettono proprio in posa e gruppi di fotografi si radunano intorno a loro per scattare!

Steampunk

Concerto alla Filarmonica

Più o meno ogni settimana riceviamo delle mail dall’università in cui ci segnalano eventi culturali e concerti alla Filarmonica di Lussemburgo per i quali se vogliamo possiamo richiedere dei biglietti gratuiti!

Ne abbiamo approfittato subito e il 30 settembre io, Irene, Carolina ed Eva siamo andate a sentire un concerto di musica classica. La Filarmonica è anche particolarmente bella come posto, molto moderna e luminosa, e il concerto non è durato molto, solo un’oretta e mezza, ma è stato molto bello anche per una come me che di musica ne capisce davvero zero.

Concerto alla filarmonica

Dopo il concerto poi abbiamo fatto una bella passeggiata nel parco del Mudam, il museo di arte moderna che si trova proprio lì accanto. È un parco particolarmente bello perchè da lì si gode di una vista magnifica sulla valle del fiume Alzette, che attraversa la città, e sulla città vecchia. Al tramonto poi è ancora più bello, con il sole che scende sulla città… Insomma, è incredibilmente romantico e ho capito subito che ci sarei dovuta assolutamente tornare con Luca. E poi è pieno di pace e ci sono tante sedie su cui sedersi e rilassarsi, godendosi il momento!

Luca in Lussemburgo

Il 5 di ottobre finalmente, dopo 3 settimane senza vederci, Luca è venuto a trovarmi! È arrivato la sera tardi in aeroporto e nella fretta di prendere il treno da Lussemburgo ho controllato la direzione ma non che fosse quello che ferma anche ad Esch… Ed è così che ci siamo ritrovati in piena notte a Petange! Per fortuna da lì c’era un autobus che portava ad Esch!

Sabato scorso quindi siamo andati insieme a Lussemburgo Città. Gli ho mostrato gli stessi luoghi che avevo visitato io, ma per pranzo ci siamo fermati in un altro locale a mangiare un panino, invece che prendere la torta.

È stata una bellissima giornata, anche grazie al sole. Ad un certo punto faceva così caldo da poter stare perfino a maniche corte! Ci siamo goduti la città, passeggiando con tutta calma. Poi nel pomeriggio siamo andati alla cioccolateria e questa volta lì ho provato la cioccolata calda. Io ho preso quella alla cannella e Luca quella fondente con le scorze d’arancia, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

cioccolata calda

Prima di tornare a Esch avremmo voluto visitare i cunicoli scavati all’interno del Bock, ma… non siamo riusciti a trovare l’ingresso! Poi alla fine abbiamo capito dov’è, ma ormai non avremmo avuto abbastanza tempo e così ci siamo avviati verso casa.

Tra l’altro prima di tornare siamo andati a fare la spesa per la cena, perchè negli stessi giorni erano qui anche due amiche tedesche di Eva e non ci fidavamo a lasciare che facessero loro la spesa! Alla fine abbiamo cenato con una semplice pasta al salmone, ma abbiamo passato il resto della serata a preparare una bella lasagna di verdure per il giorno dopo e a giocare ad “halt mal kurz”, un gioco di carte tedesco simile a “uno” ma mille volte più divertente.

Vianden e il Nutmarket

Il giorno dopo invece siamo andati a Vianden, un piccolo paesino nel nord del Lussemburgo, al confine con la Germania. Una volta l’anno lì viene organizzata una sagra delle noci con dei mercatini, da cui il nome “Nutmarket”, e quest’anno era proprio nel giorno giusto!

Fra l’altro una delle associazioni studentesche che ci sono qui organizzava la gita per andare tutti insieme, così siamo andati con un loro. Arrivare fino a Vianden non è stato semplicissimo da Esch, perchè siamo stati un po’ sfortunati. A causa di alcuni lavori sulla linea, non c’era il treno da Esch a Lussemburgo. E dato che l’autobus sostitutivo è partito in anticipo e lo abbiamo perso, abbiamo dovuto prenderne uno per Bettembourg, da cui abbiamo preso il treno per Lussemburgo. Poi una volta lì abbiamo raggiunto gli altri e con loro abbiamo preso prima un autobus, poi un treno e infine un altro autobus!

Appena arrivati abbiamo fatto una passeggiata tra le bancarelle e preso un panino con dentro una braciola per pranzare. Poi abbiamo attraversato il paesino con gli altri per salire fino al castello, arroccato sulla cima della collina ai cui piedi si trova Vianden. Qualche foto di rito di fronte al castello e poi il gruppo si è separato. Alcuni sono tornati in paese, mentre noi e alcuni altri, comprese Eva e le sue amiche, abbiamo deciso di visitare il castello.

castello di Vianden

Devo dire che sono rimasta un po’ delusa. Dall’esterno è molto bello, ma all’interno è davvero spoglio e spesso si nota che è stato in buona parte ricostruito. Lascia molto l’impressione di trovarsi in un luogo artefatto e non autentico.

Dopo la visita abbiamo deciso di tornare in paese percorrendo la vecchia cinta muraria, che offre davvero degli scorci molto carini sia sul castello che sul paese stesso.

Salutarsi è sempre triste

Lunedì scorso invece era l’ultimo giorno in cui Luca sarebbe stato qui con me ed io la mattina avevo lezione. La prima non potevo proprio saltarla, così sono andata all’università e poi lui mi ha raggiunta lì. Gli ho mostrato il campus e soprattutto il Learning Center. Ovviamente è rimasto molto colpito anche lui, si tratta di un posto semplicemente incredibile. Cinque piani di spazi dedicati agli studenti, con libri, computer, stampanti e postazioni studio a disposizione. Ma anche sale per conferenze, per lo studio in gruppo, per tutto. Il sogno di ogni studente universitario!

Learning Center

Poi siamo andati a recuperare il suo bagaglio a casa e da lì siamo andati a Lussemburgo città, dove abbiamo pranzato di nuovo nello stesso posto che ci era piaciuto qualche giorno prima. A quel punto un messaggio di Luxair ci ha avvisati che il suo volo avrebbe fatto un’ora e mezza di ritardo. In pratica un’ora e mezza in più assieme!

Abbiamo passeggiato in centro e ci siamo fermati a prendere un’eclair al cioccolato da Namur, che poi abbiamo gustato seduti su una panchina con vista sulla valle del fiume Alzette. Il tempo, che il giorno prima a Vianden era stato nuvoloso, era davvero perfetto.

Siamo anche andati all’ascensore panoramico di Kirchberg, da cui si gode di un magnifico panorama. E per i più coraggiosi, la parte finale della passerella da cui lo si raggiunge ha il pavimento in vetro!

Poi con un autobus abbiamo raggiunto la Filarmonica, perché volevo mostrargli il parco del Mudam. Tutto il tempo che ci rimaneva abbiamo deciso di trascorrerlo lì a goderci la tranquillità di quel parco e la bellezza del panorama.

Lussemburgo

Quando è arrivato il momento di salutarci ero davvero triste. Salutarsi è sempre tristissimo, anche se so che ci rivedremo fra sole 3 settimane.

Nancy

Ieri invece avevo deciso di approfittare del tempo bellissimo di questo week-end, pieno di sole e con temperature primaverili, per andare a vedere qualche città nei dintorni del Lussemburgo. La scelta alla fine è ricaduta su Nancy.

Quando l’ho detto ad Eva ha deciso di venire anche lei e dato che il suo ragazzo, Antoine, si è offerto di portarci con la sua macchina, non abbiamo neanche dovuto prendere il treno!

Abbiamo trascorso davvero una bella giornata. Nancy non è molto grande, i luoghi più interessanti da vedere sono tutti concentrati in un’area ristretta. Così abbiamo visitato prima l’église Saint-Sébastien, poi siamo passati dal mercato coperto e ci siamo avviati verso il centro storico.

Siamo quindi entrati nella Cattedrale dell’Annunciazione, risalente al Settecento ma che devo ammettere non mi ha colpita molto. Dopo abbiamo finalmente raggiunto Place Stanislas, che è considerata una delle piazze più belle d’Europa. E questo sì che era comprensibile invece. Nonostante fosse invasa da delle installazioni sul Giappone che non c’entravano proprio nulla secondo me con la piazza, era comunque bellissima. Le cancellate dorate che la chiudono sono molto belle e ancora di più le fontane in due dei suoi angoli.

Nancy

Abbiamo passeggiato nel centro storico, nel parc de la Pépinière (dove c’è anche una specie di piccolo zoo che mi ha messo un po’ tristezza) e fino alla Port de la Craffe. Dopo pranzo abbiamo visitato la Basilique Saint-Epvr, le cui vetrate mi hanno incantata, e poi siamo tornati verso Place Stanislas. Prima di incontrare la cugina di Antoine, che vive lì, abbiamo raggiunto anche Place d’Alliance, la cui fontana è ispirata a quella dei Quattro Fiumi di Piazza Navona. Dicono. Poi vabbè, vi lascio immaginare la mia faccia quando l’ho vista…

Finalmente gelato!

Per concludere davvero in bellezza una giornata magnifica e festeggiare il primo mese di Erasmus, cosa poteva esserci di meglio che gustarsi un gelato?!  E intendo un gelato vero, non uno confezionato o uno di quegli ice-cream che il gelato non lo ricordano neanche da lontano.

Suppongo abbiate intuito quanto mi stia mancando il gelato in questo periodo. Penso sia l’unico cibo che mi manca davvero profondamente. Comunque in Place Stanislas ho scoperto che c’era una gelateria “Amorino”. L’ho provata la prima volta a Milano, poi di nuovo a Lisbona, quindi andavo sul sicuro. Il loro gelato è particolarmente bello perchè gli danno la forma di una rosa, ma è anche abbastanza buono. E sì, farei carte false per del gelato allo zabaione, ma mi sono accontentata di quello che avevano (quando ho chiesto lo zabaione la ragazza mi ha guardata come se fossi un alieno)! Unica nota dolente il costo: 3,70€ per un cono piccolo è un po’ un furto. Ma dopo un mese intero senza gelato sono stati soldi ben spesi!

gelato

Questo articolo è stato letto 569 volte!