Avventure in Erasmus: l’esperienza di Katia a Friburgo!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Katia a Friburgo!

Dopo avervi finalmente raccontato un po’ delle mie “Avventure in Erasmus” qui in Lussemburgo, oggi c’è di nuovo un’ospite a parlarci della propria esperienza di studio all’estero!

Questa volta si tratta di Katia del blog “Il Miraggio“, che nel 2012-2013 ha trascorso l’intero anno accademico in Germania, in particolare a Friburgo. Lei studiava Discipline Artistiche presso l’Università di Verona e per l’Erasmus ha scelto la “Albert-Ludwig-Universität Freiburg”, dove ha frequentato il Dipartimento di Storia dell’Arte nel primo semestre e quello di Storia nel secondo.

Ecco la sua esperienza!

Perchè

1 – Perché hai deciso di partire per un’esperienza Erasmus? E come mai hai scelto proprio Friburgo?

Prima di tutto per la lingua: avevo bisogno di migliorare il mio tedesco dato che vivo in una zona (Trento) dove ci sono molti turisti tedeschi e molte aziende locali che collaborano con la Germania / Austria.

Secondo: avevo voglia di fare un’esperienza di studio all’estero. Ho fatto la triennale a Trento e mi ero iscritta anche per la magistrale: avevo deciso di rimanere nella mia città per poter usufruire della Doppia Laurea a Dresda ma per motivi burocratici è saltato tutto (all’epoca, la Doppia Laurea non era ancora attiva per il mio corso di laurea e ci sono stati un po’ di problemi). Ovviamente mi è rimasto l’amaro in bocca e, delusa, mi sono ritirata (ovviamente i motivi del mio ritiro sono stati tanti ma il fatto di non poter partire ha influenzato molto la scelta). Quando ho deciso di ritornare a studiare, ho scelto un’altra università e ho fatto subito la domanda per l’Erasmus!

canali a friburgo

Prima di partire

2 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 10 mesi a Friburgo?

Io consiglio di partire con leggerezza, cosa che io non ho fatto: partire con un progetto ben preciso, 2 istituzioni alle spalle che ti sostengono e una borsa di studio è molto rassicurante e non è come partire allo sbaraglio. Ergo: lasciare libera la testa e l’anima da problemi inutili e talvolta pesanti che possono rovinare l’esperienza (le posso chiamare paranoie???? Io ne ho avute troppe!). Male che vada, si fa presto a tornare a casa!

3 – È stato difficile trovare un alloggio a Friburgo? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Io ho avuto la fortuna di appoggiarmi all’ufficio apposito che si occupava di trovare un alloggio agli studenti stranieri. Consiglio di far subito domanda all’università: io sono stata messa in contatto con l’ufficio competente e ovviamente dovevo mandare la richiesta entro una data di scadenza. E’ meglio fare la domanda prima possibile per una camera in uno studentato (chi meglio arriva, meglio alloggia). In caso contrario muoversi subito nella ricerca di una casa privata (e con un po’ di soldi in tasca per caparre piuttosto alte): ci sono più domande per una camera che camere disponibili! Friburgo è un’università molto gettonata, sia dai tedeschi ma anche dagli stranieri attraverso diversi programmi di scambio: questo significa che non c’è posto per tutti sia presso uno studentato sia in appartamenti privati.

Se si è in uno studentato, le spese non sono per nulla alte: io avevo uno spazio tutto per me (camera + spazio cucina + bagno in camera) e all’epoca pagavo 270€ mensili tutto compreso. Ovviamente il prezzo scendeva in base a quante persone c’erano nell’appartamento. Ma so di prezzi esorbitanti per gli affitti in case private (vedi discorso di sopra!).

La vita da studente a Friburgo

4 – Che ne pensi dell’università di Friburgo? Come ti ci sei trovata?

Mi sono trovata davvero bene: un’ottima organizzazione e un’università alla portata degli studenti. Una giusta via di mezzo tra una piccola università e una grande: c’era un bel mix di studenti tedeschi / stranieri ma senza essere caotica e dispersiva, piuttosto vivibile e con una buona offerta di corsi!

5 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante l’Erasmus?

Anche se avevo una base di tedesco e non era la prima volta in Germania, ho avuto dei problemi linguistici per due motivi.

Prima di tutto, io ho imparato il tedesco soprattutto sotto l’aspetto orale e a parte lettere scritte ad amiche di penna tedesche, non ho mai scritto molto. L’università tedesca punta molto a breve relazioni scritte settimanali, oltre a quelle da presentare a fine corso (dalle 15 pagine in su, in base al tipo di corso): il panico più totale! Anche perché non dovevo scrivere una lettera ad una amica.

Il secondo motivo: forse sono stata l’unica studentessa di storia dell’arte (italiana per di più) che va in Germania a studiare arte; quando chiunque studia questa materia fa di tutto per venire in Italia. Il problema? Spesso sono stata l’unica straniera in aula (o se mi andava bene, eravamo in due o tre al massimo) … questo significa che mi sono ritrovata da sola con studenti & prof tedeschi che parlavano spediti! Le mie lezioni dei primi 3 mesi? Mi ricordo solo “Guten Tag” all’inzio dell’ora e un “Fragen?” (domande?) a fine lezione! Ero nel panico più totale!

6 – Come definiresti il costo della vita a Friburgo? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese uno studente che volesse fare l’Erasmus lì?

Devo dire che se risulti ufficialmente studente, in Germania la vita costa davvero poco. Tra borsa di studio (ovviamente dipende dall’università di partenza: tra una cosa e l’altra io ho avuto tra i 400/500€  mensili ma ho avuto amici di altri atenei italiani che prendevano una miseria) e un lavoretto part time io ho vissuto davvero bene. Le tasse universitarie, in Germania sono piuttosto basse e da studente-visitatore (cioè studente straniero tramite un progetto) a Friburgo io pagavo solo 60€ a semestre, i mezzi pubblici pagavo 70€ per semestre e potevo girare per tutto il Baden Wuttenberg (qui apro una parentesi doverosa: ogni Land vive di vita propria dato che la Germania è uno stato federale. Quindi, Land che vai, costi che trovi ma il discorso di base rimane lo stesso). E a far la spesa, se sai scegliere il supermercato giusto, è una pacchia!

7 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Friburgo? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

Friburgo è una città piccola e conta sui 230.000 abitanti: quindi ritmi molto tranquilli e rilassati. Non è l’ideale per chi vuol far vita notturna / baldoria  o per chi si aspetta una vita tutta luccicante: non siamo a Berlino / Amburgo / Francoforte!  🙂

Il primo impatto non è stato tra i migliori perché l’università tedesca è organizzata in modo completamente diverso rispetto all’Italia. Una volta capito il funzionamento, non ho trovato grandi problemi: di base, la Germania meridionale, il Tirolo in Austria e il Trentino e l’Alto Adige (forse più l’Alto Adige che il Trentino), hanno molte cose in comune (ovviamente con delle varianti): per me non c’è stato un grande shock culturale!

Quello che mi è piaciuto di più è che Friburgo è la città green per eccellenza, un esempio per tutta la Germania: c’è molto verde, tanti mezzi pubblici, tante biciclette. Poco traffico e poco inquinamento. E’ il luogo ideale per chi ama vivere in modo naturale e sano (in tutti sensi: natura, vita bio) e per me è stato il paradiso!

8 – Luoghi comuni sulla Germania: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

Devo dire che la Germania meridionale è un po’ più rilassata rispetto al nord. Inoltre Friburgo si trova proprio al confine con Svizzera e Francia e spesso non mi sembrava neanche di essere in Germania: è un bel mix di culture, se si aggiungono anche i tanti studenti stranieri che decidono di venire qua a studiare!

Inoltre Friburgo è la città dove splende di più il sole in tutto il paese: climaticamente parlando, per me sembrava di essere a Trento! E i tedeschi da queste parti sorridevano molto più della media nazionale: possiamo passare alla prossima domanda?

Ricordi dell’Erasmus

Inverno a Friburgo erasmus

9 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Friburgo?

I ricordi sono tanti davvero ed è impossibile sceglierne uno dopo 10 mesi passati là! Il fatto di vivere al confine e quindi essere subito in Svizzera e in Francia; andare ai film organizzati dall’università per cercare di imparare il tedesco e vivere scene allucinanti che, a distanza di tempo sembrano delle comiche; così come la vita in uno studentato. E la lista continua!

10 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Friburgo?

Friburgo mi è piaciuta tutta! Ma il luogo che più mi è rimasto nel cuore è dove abitavo. Il mio studentato si trovava in un grande parco chiamato Seepark, con un lago al suo interno.

L’ho vissuto in autunno quando le foglie cascavano, in inverno con la neve, in primavera con le piante in fiore e in estate col caldo. Appena potevo andavo sempre a farmi una passeggiata perché mi rilassava molto. Era il mio rifugio!

11 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’Erasmus a Friburgo?

Credo di averlo accennato sopra: l’università di Friburgo non è tanto grande.

Quello che mi è piaciuto è stato trovarmi in un contesto internazionale ma alla fine dei conti sentirmi a casa, senza essere straniata dai grandi numeri di una metropoli. Classi piccole (non più di 30 persone), creando così un continuo confronto in aula e ho imparato a studiare la storia dell’arte e la storia sotto altri aspetti, senza studiare infinite pagine (quasi a memoria) ma piuttosto essere libera di leggere tutto quello che volevo, preparando la mia lezione da discutere poi in aula (ho imparato ad apprezzare la scrittura, cosa che mi hanno fatto odiare in Italia, e a parlare davanti agli estranei). La sensazione di poter far tutto!

12 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

Le mie maggiori difficoltà sono state 2:

Il tedesco all’università (il mio B1 era veramente basso e trovandomi ad essere spesso l’unica straniera in classe, ho trovato difficoltà a star dietro quando parlavano o a scrivere testi di 15/40 pagine usando un linguaggio specialistico).

La burocrazia e il funzionamento delle istituzioni (università / banche /etc) nei primi mesi: ma devo dire che capito come giravano le cose, dopo è stata tutta una passeggiata e non sapete come mi manca l’efficienza teutonica. Al mio ritorno, Trento mi sembrava il 3° mondo!

Tiriamo le somme

13 – Consiglieresti Friburgo per l’Erasmus? E se in futuro ne avessi occasione, sceglieresti Friburgo per vivere?

Si, si e si! Assolutamenti si! Consiglio vivamente questa città sia per studiare che per viverci! Ogni tanto ci penso: voglio mollar tutto e ritornare là di corsa.

14 – Consiglieresti l’Erasmus in generale? Per quale ragione?

Consiglio l’Erasmus così come ogni possibile progetto che l’università offre per partire per l’estero. Io ho imparato a cavarmela da sola, lontano dalla mia famiglia e dai miei amici, ne ho conosciuti di nuovi, impari altre culture, una lingua nuova.

Ma io ho imparato soprattutto ad amare a scrivere, a parlare, a cercare notizie senza pregiudizi: in Italia ero abituata a studiare (forse, anche a memoria senza ragionare troppo quello che stavo leggendo) tantissime, forse troppe cose. Non siamo abituati a fare relazioni, a fare presentazioni davanti ad altre persone, a discutere sulle cose lette. Inconsciamente è stato qua che è nata la mia voglia di scrivere per un blog (ma soprattutto il piacere di scrivere).

Per me, l’Erasmus è stato una giusta compensazione dell’università italiana, mi ha completato, aggiungendo metodi di studio che non avevo e altri punti di vista di trattare l’arte e la storia!

Grazie Eleonora per questo tuffo nei miei ricordi (molto belli!)  🙂

Grazie a te Katia per aver voluto partecipare e aver condiviso i tuoi ricordi e i tuoi consigli con noi!
E a chi ci legge non posso che consigliare di fare un salto a leggere il suo interessantissimo blog!

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