Avventure in Erasmus: l’esperienza di Samanta a Saarbrücken!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Samanta a Saarbrücken!

La Germania a quanto pare è una meta molto gettonata per l’Erasmus! Dopo il racconto di Federica che è stata Bonn, quello di Chiara che ha scelto Trier e quello di Katia che ha trascorso un anno a Friburgo, oggi vi riporto infatti quello di Samanta del blog “Hopeless Wanderer“, che da aprile a settembre del 2013 ha studiato presso l’Universität des Saarlandes, a Saarbrücken.

In Italia Samanta frequentava la Laurea Magistrale in Traduzione presso l’Università degli Studi di Torino, mentre in Germania ha seguito lezioni da due diversi corsi di laurea: “Deutsch als Fremdsprache”, cioè “Tedesco come lingua straniera” e “germanistische Sprachwissenschaft”, cioè linguistica/filologia tedesca.

Ecco la sua esperienza!

Perchè

1 – Perché hai deciso di partire per un’esperienza Erasmus? E come mai hai scelto proprio Saarbrücken?

Concluso il mio percorso accademico di laurea triennale nei tempi prestabiliti e a pieni voti, ho sentito il bisogno di mettermi alla prova ancora una volta. Parlando con qualche amica che era partita l’anno precedente ho riflettuto sulla possibilità di trascorrere un semestre all’estero e, una volta sistemate un paio di faccende (lavoro in Italia, animali domestici e poco altro), mi sono candidata.

Saarbrücken, a dire la verità, non era la meta per la quale mi ero candidata – che sarebbe stata la cittadina di Bielefeld, assegnata ad un’altra studentessa – ma una delle opzioni che mi erano state proposte in fase di ripescaggio e assegnazione dei posti vacanti. Non appena venuta a conoscenza dell’eccellenza del polo universitario in materia di romanistica (complice anche la vicinanza con la Francia e il Lussemburgo) decisi di accettare la proposta fattami dalla facoltà e di mettermi in marcia.

Nemmeno a dirlo, fu un’ottima scelta.

erasmus Saarbrücken

Prima di partire

2 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 6 mesi a Saarbrücken?

Sicuramente di mettere in valigia un ombrello ed un impermeabile! Scherzi (ma non troppo) a parte, credo che il consiglio migliore sia quello di essere pronti a qualsiasi evenienza. La mia permanenza mi ha vista soggetta a giornate in cui le minime toccavano i 30 gradi, subito seguite da giornate di pioggia e freddo e, non mi fossi preparata a sufficienza, probabilmente mi sarei beccata il malanno (oppure l’insolazione!) del secolo. Scarpe comode, zaino in spalla e vestiti a cipolla, poi, sono il modo migliore per scoprire quello che si ha attorno, facendo dell’Erasmus l’occasione perfetta per esplorare un pochettino lo stato che ci ha accolti.

3 – È stato difficile trovare un alloggio a Saarbrücken? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Trovare una stanza in affitto è stata un’Odissea. Esistono, infatti, dormitori e/o appartamenti destinati agli studenti dell’Universität des Saarlandes ma accedervi è estremamente difficile. A questo si aggiungono, ovviamente, i privati ma non potendo prendere fisicamente parte a colloqui con i precedenti inquilini oppure con il padrone di casa, spesso l’unica soluzione che rimane è un colloquio introduttivo su Skype.
Qualcuno, però, preferisce evitarlo ergo le chance di aggiudicarsi una camera diminuiscono. Dopo una serie di colloqui andati male, riuscii ad aggiudicarmi una stanza a mezz’ora di autobus dal campus ad un prezzo ridicolmente modico. Di fronte ad una spesa minima mensile di 280,00€/300,00€, io pagavo circa 200,00€ ed avevo una stanza tutta per me in una casa con giardino al limitare del bosco.

La vita da studente a Saarbrücken

4 – Che ne pensi dell’università di Saarbrücken? Come ti ci sei trovata?

L’Universität des Saarlandes è un polo universitario di dimensioni medie. Il campus è estremamente ben organizzato e perdersi è decisamente difficile. A questo si aggiungono consulenti e tutor decisamente competenti e disponibili per qualsivoglia chiarimento. Complessivamente, insomma, è stata un’esperienza assolutamente positiva la cui unica macchia, forse, è quella di avere solo due poli per ricaricare la tessera studenti (per accedere alla mensa e alle varie fotocopiatrici) in palazzine leggermente fuori mano.

erasmus Saarbrücken

Una delle panchine del Campus universitario

5 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante l’Erasmus?

Sono partita con un livello B2 di tedesco, capire quanto discusso a lezione e prendere parte ai vari dibattiti non è stato un problema. A mettermi in difficoltà, ogni tanto, erano i vicini di casa e le anziane signore alla fermata dell’autobus: pure con tutta la buona volontà del mondo, credetemi, capire il loro dialetto è tutt’altro che semplice.

6 – Come definiresti il costo della vita a Saarbrücken? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese uno studente che volesse fare l’Erasmus lì?

Saarbrücken è il capoluogo del Land, pieno di opzioni differenti in materia di spesa, shopping e tempo libero. Sta al singolo, ovviamente, regolarsi di conseguenza in base a esigenze e disponibilità economiche. Un budget di 200,00€ (più, ovviamente, il costo dell’affitto) mi pare più che sufficiente, se si è abbastanza oculati e non si hanno necessità particolari, suppongo. Io, in ogni caso, avevo un budget decisamente inferiore e sono ancora qui, in piedi. 😉

erasmus Saarbrücken

Samanta “ai tempi dell’Erasmus”

7 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Saarbrücken? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

Si tratta di uno stile di vita caratterizzato da ritmi più serrati ma, forse grazie all’organizzazione che la fa da padrone, gestibili. I trasporti pubblici erano sufficientemente puntuali da rendere anche le mezz’ore in autobus piacevoli e incastrare i vari appuntamenti era relativamente semplice.

Per quanto riguarda la cucina, si tratta di una tradizione culinaria decisamente diversa, dove a farla da padrone sono panna, asparagi, cavoli e vari tipi di carne. Da vegetariana con una cucina a disposizione, sono riuscita a gestirmi piuttosto bene e, le poche volte che mi sono concessa una serata un poco più chic, ne ho approfittato per assaggiare vari piatti a base di verdure di stagione e ad apprezzarne più di uno.

La vita notturna, infine, gravita(va) attorno ad un paio di discoteche e a qualche pub, soprattutto in centro dove la possibilità di concedersi una birra in compagnia o un panaché non mancavano. A seconda della posizione, ovviamente, i prezzi potevano rivelarsi più o meno competitivi e mettersi alla ricerca della birra più economica è stata spesso l’occupazione (un po’ per scherzo e un po’ per necessità) dei nostri sabati sera.

8 – Luoghi comuni sulla Germania: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

L’organizzazione, così come l’ossessione per manuali e prontuari di regole ed istruzioni di vario genere, raramente viene a mancare ed è buffa e spesso infuriante, ma allo stesso modo consolante, proprio come i luoghi comuni fanno immaginare.

A differenza di quanto professato a destra e manca, però, non si tratta di un popolo freddo oppure distante, bensì di persone caute ed estremamente misurate che, perlomeno secondo la mia esperienza, raramente esiterebbero prima di aiutare il prossimo.

Ricordi dell’Erasmus

erasmus Saarbrücken

Il bosco alle pendici dell’Università

9 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Saarbrücken?

Ne ho due, in realtà: uno è la festa di commiato della mia coinquilina, durante la quale abbiamo trascorso una manciata abbondante di ore bevendo vino, chiacchierando in un mix stravagante di francese e tedesco e godendoci una delle ultime tiepide serate estive sedute in giardino. L’altro è la cosiddetta “Galettes-Abend” ossia la sera delle Galettes, un piatto tipico francese che Solène, un’altra studentessa, ci ha preparato con una varietà infinita di condimenti e ripieni.

10 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Saarbrücken?

La scalinata lungo il fiume Saar, ricostruita di recente e decorata con panchine dall’aspetto decisamente moderno (e scomodo!) è uno dei miei posti preferiti: è moderno al punto giusto e si armonizza incredibilmente bene con il resto delle banchine dove a farla da padrone sono casette in legno colorato.

11 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’Erasmus a Saarbrücken?

Sicuramente l’organizzazione che caratterizzava il campus e i vari corsi di laurea, la semplicità con la quale era possibile raggiungere le varie ali delle facoltà e ottenere consulenze, materiali e quanto altro e la gentilezza di chi mi ha assistita, consolata, aiutata, messa alla prova e stimolata in quei sei mesi.

12 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

Far coincidere i corsi italiani con quelli tedeschi non è semplice, lo ammetto. Abituarsi alla rete di biblioteche e al loro sistema, poi, ha richiesto un attimo. Infine, trovare qualcuno disposto a concedermi la possibilità di fare un tirocinio ha richiesto tanta faccia tosta e una buona dose di pazienza.

Tiriamo le somme

erasmus Saarbrücken

13 – Consiglieresti Saarbrücken per l’Erasmus? E se in futuro ne avessi occasione, sceglieresti Saarbrücken per vivere?

Saarbrücken è la città ideale per chi vuole concentrarsi soprattutto sulla parte “accademica” dell’Erasmus, grazie a corsi di laurea eccellenti e professori competenti e oltremodo disponibili. Allo stesso modo, se si parte alla ricerca della movida forse è meglio concentrarsi su altre mete perché, esclusi un paio di club, non c’è moltissimo da fare e si finisce per trovarsi sempre negli stessi posti che, dopo un po’, magari stufano.

Vivere a Saarbrücken? Non credo. Da quanto mi dicono conoscenti che ci vivono tutt’ora, la città non è più sicura come la ricordavo e la qualità di vita lascia al momento un poco a desiderare. La cittadina, insomma, non è più quella che ho visitato anni fa e che mi ha riempito il cuore e gli occhi più e più volte. Chi lo sa? Magari fra un paio di anni la situazione migliora e potrò tornarci e, magari, viverci per qualche mese.

14 – Consiglieresti l’Erasmus in generale? Per quale ragione?

La mia risposta, per quanto forse un poco controversa, è “forse”. Con il passare degli anni, infatti, ho notato che la percentuale di persone pronte a partire in Erasmus per conoscere una nuova cultura, imparare cose nuove o approfondirne di vecchie, immergersi in un sistema universitario differente è diminuita. La maggior parte degli studenti, o almeno così sembra, ormai parte per concedersi una vacanza, una pausa dai doveri universitari fatta di bar, pub, discoteche e serate internazionali. Consiglierei di partire a chi veramente desidera cambiare panorama, volendo anche prospettiva e crescere un po’ in maniere, spesso, persino inaspettate. Lo sconsiglierei, invece, a chi fa del Progetto Erasmus l’ennesima scappatoia forse un po’ esotica per chiudere gli occhi di fronte alla mole di studio che, spesso, l’università ci mette davanti.

Voglio ringraziare Samanta per aver condiviso con me e con voi i suoi ricordi e i suoi consigli sull’Erasmus! E mi raccomando, date un’occhiata al suo blog!

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