Avventure in Erasmus: l’esperienza di Valentina a Barcellona!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Valentina a Barcellona!

Dopo il racconto dell’esperienza di Maria Alessandra, torniamo di nuovo a Barcellona per un altro Erasmus Traineeship!

Per chi non lo sapesse, l’Erasmus Traineeship è un po’ diverso dal classico Erasmus, perchè il suo scopo è permettere ai giovani, studenti o neolaureati, di prendere parte ad un tirocinio all’estero che può durare da un minimo di 2 ad un massimo di 12 mesi.

Questa volta ho il piacere di ospitare Valentina, che gestisce il travel blog “Kilig” e che subito dopo la laurea magistrale in Lingua Società e Comunicazione, presso la Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, ha trascorso 3 mesi a Barcellona, da aprile a giugno del 2017.

Nel capoluogo catalano, Valentina ha potuto svolgere il suo tirocinio presso la Ediciones Carena, una piccola casa editrice indipendente. Ecco cosa ci racconta…

Cosa e perchè

1 – Molti non hanno mai neanche sentito parlare dell’Erasmus Traineeship, tu come sei venuta a sapere dell’esistenza di questo programma?

Tramite un paio di compagne di studi, appena rientrate dall’esperienza. In contemporanea al loro entusiasmo e ai loro racconti, ho ricevuto via mail il bando di partecipazione Erasmus Traineeship, e il consiglio di fare domanda da parte della mia professoressa della tesi. Troppi stimoli intorno a me, impossibile fare finta di niente! 🙂

2 – Perché hai deciso di partire per questa esperienza? E perché non un normale Erasmus?

Per diversi motivi, durante gli anni di studio non ero riuscita a svolgere l’Erasmus classico, nonostante il profondo desiderio di vivere un’esperienza all’estero. Quando ho visto il bando Erasmus Traineeship, non ci ho pensato due volte e mi sono iscritta. Così, d’impulso, e senza rifletterci troppo. È stata la decisione migliore che potessi prendere!

3 – Come mai hai scelto proprio Barcellona? È stato difficile trovare il tirocinio “giusto” per te?

Anche se avrei preferito partire per un paese di cultura anglosassone, volevo perfezionare il mio spagnolo, e su Barcellona c’era un’offerta di tirocinio molto allettante (ovvero quella che poi ho scelto). Ho sempre sognato di poter lavorare in una casa editrice, libri e scrittura sono le due passioni che più mi caratterizzano. Non è stato difficile, quindi, trovare il tirocinio giusto per me; altri studenti avevano lavorato lì l’anno precedente, e l’offerta figurava già nella lista di opzioni del mio corso di studi.

erasmus traineeship a Barcellona
Valentina ed un magnifico panorama di Barcellona

Prima di partire

4 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 3 mesi a Barcellona?

Io, magicamente, sono riuscita a far stare tutte le mie cose in una valigia (ovviamente abbastanza grande) e nello zaino. Ho dovuto fare un po’ di selezione, ovviamente, anche perchè tendo sempre a portare con me tantissime cose inutili. Dato che andavo incontro alla primavera e all’estate, ho scelto indumenti leggeri e poco ingombranti, anche se poi ho beccato una primavera particolarmente fredda e piovosa! Alcune cose, come lenzuola e coperte, le ho acquistate direttamente a Barcellona, e ho sfruttato amici e parenti in visita per farmi portare altro (cioè pacchetti di pasta italiana, condimenti della nonna e libri). Consiglio a coloro che si apprestano a fare un’esperienza simile alla mia di fare altrettanto 🙂 Per chi, invece, conta di partire nella stagione fredda, sicuramente dovrà mettere in conto un bagaglio in più.

5 – È stato difficile trovare un alloggio a Barcellona? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Ecco i tasti più dolenti della mia esperienza barcellonese! Purtroppo non si tratta di una città a buon mercato in fatto di affitti (scusate il gioco di parole). Io spendevo 500 euro al mese , bollette di luce e gas escluse. Ho avuto la fortuna di trovare una stanza pulita e luminosa, anche se davvero piccola, in un appartamento nuovo e in una eccellente posizione, vicinissima alla Sagrada Familia. E di avere solo due inquilini, e due bagni a disposizione.

Dico questo perchè non è stato per niente facile trovare casa a Barcellona, e nella mia lunga ricerca ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare!! Forse sono capitata in città in un periodo parecchio “affollato”, ma pur avendo iniziato a cercare appartamenti almeno un mese prima della partenza, non sono riuscita a trovare nulla!

Ho trascorso i primi cinque giorni condividendo una stanza con un’altra ragazza della mia università, utilizzando AirB&B. Uscivamo di casa al mattino e rientravamo la sera dopo cena, passando l’intera giornata a visitare appartamenti su appartamenti, che cercavamo su Fotocasa, gruppi Facebook, Idealista, Milanuncios, ecc.. Alcuni erano vecchissimi, con i pavimenti allagati, occupati da almeno altre sei persone. Altri erano bunker sotterranei, altri ancora non avevano la finestra, oppure questa si affacciava sul maledetto patio interior (la vera maledizione della città), ed erano inondati di effluvi di fogna e soffritto. I prezzi variavano sempre, ma si mantenevano comunque sopra i 450/500 euro al mese, bollette escluse. A 300 euro mi è stata offerta una stanza completamente buia e senza finestra, con un penetrante odore di piscio.

Detto questo, consiglio a chi sta per entrare nella meravigliosa giungla degli appartamenti di Barcellona, di armarsi di tantissima pazienza, di andare SEMPRE a vedere di persona stanze e appartamenti, di scappare a gambe levate se viene chiesto di elargire una somma extra per una fantomatica agenzia (trucco che tantissimi privati sfruttano per spillare soldi in più ma che è illegale, a meno che, ovviamente, non ci si sia rivolti davvero ad un’agenzia immobiliare), e di optare per una casa in cui non vi siano troppe persone.

La vita a Barcellona

6 – Come ti sei trovata a Barcellona?

Ammetto che la mia storia con Barcellona non è stata tutta rosa e fiori. Questa città non è quello che sembra, non è il paradiso fatto di sole, mare e bella vita che molti (italiani soprattutto) immaginano. Barcellona è tante cose, tante città e tante culture insieme. Non è facile entrare in sintonia con lei, a meno che non ci si fermi ad un livello superficiale.  Io ci ho messo un po’ di tempo ad abiturarmi ai suoi ritmi, ai suoi continui cambi di prospettiva, ai suoi poliedrici scenari. Andavo in Barceloneta e mi sembrava di essere in un quartiere mediterraneo di pescatori, sulla Rambla mi ritrovavo nel caos turistico delle capitali europee. L’eleganza del quartiere Gràcia mi catapultava a Parigi, il Barrio Gótico in una dimensione senza tempo. Barcellona non si ferma mai, i suoi tanti cuori pulsano all’unisono. Ma quando si riesce a capire tutto questo, e ad accettare di lasciarsi trasportare dal suo “caos” senza porsi troppe domande, allora sì che succede la magia: Barcellona ti entra nell’anima, e ti accorgi improvvisamente di apprezzarla e amarla profondamente.

7 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante il tirocinio?

Avendo studiato spagnolo all’università, non ho avuto (quasi) nessuna difficoltà. Dico quasi perchè non è mai facile entrare in contatto con la realtà linguistica e culturale di un paese straniero, anche se si è ferratissimi nella teoria. A Barcellona c’è poi la difficoltà in più della lingua catalana, che è più utilizzata dello spagnolo. Nei negozi e per strada, tendono subito a interagire con te in catalano, e bisogna sempre chiedere di ripetere in spagnolo!

8 – Come definiresti il costo della vita a Barcellona? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese chi volesse fare l’Erasmus o l’Erasmus Traineeship lì?

Se la compariamo ad altre grandi città europee, il costo della vita a Barcellona è assolutamente abbordabile. Le spese più grandi da affrontare sono, come già detto, quelle relative all’affitto, per il resto si può vivere tranquillamente senza svenarsi. Non saprei dire con esattezza quanto si spende in un mese di vita barcellonese, molto dipende dalle abitudini personali e da tantissimi altri aspetti. In generale, evitando i ristoranti più costosi, si pranza e si cena fuori con 10/15 euro, approfittando in particolare della cultura delle tapas. Per i mezzi di trasporto esistono diversi tipi di abbonamenti (settimanale, bisettimanale, mensile..) che consentono di usufruire di tutti i mezzi, dalla metro agli autobus, al tram, e di risparmiare. Per fare un esempio pratico, diciamo che il costo medio della vita a Barcellona è indubbiamente inferiore a quello di Milano.

9 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Barcellona? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

Come già detto, Barcellona ha diverse facce ed è tante città e tante culture contemporaneamente. Per quanto riguarda gli orari e lo stile di vita, impera l’impronta prettamente iberica: i negozi aprono e chiudono tardi, nei locali si mangia tardissimo (dalle 14 in poi a pranzo, e dopo le 20.30 di sera). Tuttavia, se ci sposta nei quartieri più periferici, e quindi non turistici, può capitare di trovare tutto chiuso se si esce in cerca di una cerveza dopo le 23. Sul lavoro, almeno per ciò che concerne la mia personale esperienza, adottano ritmi abbastanza rilassati; pausa caffè e pausa pranzo lunghe, chiacchiere, clima amichevole in ufficio. Per quanto riguarda la cucina e la vita notturna, Barcellona eccelle in entrambi i campi. Patria di discoteche famose a livello internazionale, soprattutto quelle in zona Port Olímpic, e di ristoranti stellati, non ci si può proprio lamentare di nulla. Un solo punto da ricordare, infine, per ciò che concerne i modi di fare: non aspettatevi la maniera calda e festaiola tipica degli spagnoli del sud! I catalani sono diversi, sono più freddi e distaccati, almeno in un primo momento. Tendono ad aprirsi molto solo quando ti conoscono bene.

10 – Luoghi comuni su Barcellona: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

Il principale luogo comune falso su Barcellona è il considerarla una città di sole, mare, paella e sangría. Niente di più falso! Certo, Barcellona si affaccia sul Mediterraneo, e sulle Ramblas i buttadentro dei locali sfiniscono il turista con le loro proposte di paella e sangría, ma queste cose sono solo specchietti per allodole!  È molto riduttivo prendere in considerazione Barcellona per una vacanza puramente marittima: le sue spiagge sono piccolissime e sempre troppo affollate e chiassose, il mare è spesso molto inquinato. E paella e sangría non sono assolutamente specialità tipiche della città! La cucina catalana è tutta un’altra cosa.

Invece, il luogo comune vero è la sua essenza differente da quella di altre città della Spagna, la sua identità non propriamente spagnola ma catalana, che ai nostri occhi risulta più di impronta nordica, internazionale. Sebbene mostri molte delle caratteristiche tipiche della cultura spagnola, Barcellona è un mondo a sé stante, e i suoi abitanti ci tengono molto a valorizzare e difendere la propria identità e la propria lingua.

Ricordi dell’Erasmus Traaineeship

erasmus traineeship a Barcellona

11 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Barcellona?

Faccio molta fatica a sceglierne solo uno! Ne ho troppi! 🙂 Sicuramente in pole position figura il meraviglioso rapporto con capi e colleghi della casa editrice in cui ho lavorato. Persone dal cuore immenso, che mi hanno da subito fatta sentire a casa e in famiglia, e che hanno fatto di tutti per rendere la mia permanenza in città magica e ricca di splendide avventure. Poi ci sono le amicizie che ho stretto, le mie colazioni e pause caffè al bar sotto casa, le bombas della trattoria La Bombeta, che elogio in questo articolo, le serate a spasso per il Port Olímpic, le capatine ai Búnkers del Carmel a vedere il tramonto e la città dall’alto, le passeggiate per il Born e il Barrio Gótico… Potrei andare avanti ancora, ma rischio di diventare parecchio noiosa! 🙂

12 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Barcellona?

Anche qui è difficile scegliere! Direi che il luogo che più in assoluto mi è rimasto nel cuore è la chiesa di Santa Marìa del Mar, nell’affascinante quartiere barcellonese El Born. Si tratta di un luogo per me magico, e l’interno della chiesa lascia senza fiato. Se volete leggerne altri, vi rimando direttamente all’articolo dedicato, sul mio blog!

13 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’esperienza a Barcellona?

I ritmi di vita più rilassati, l’impossibilità di annoiarsi (ad ogni ora del giorno c’è sempre qualcosa di interessante da fare o da scoprire), il cibo! Una golosona come me che adora sperimentare pietanze e golosità locali, a Barcellona trova pane per i propri denti. E anche di più! Infatti nel mio blog ho già dedicato ben tre articoli alle esperienze gastronomiche in quel di Barna, e ho in progetto nuovi post 😉

14 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

La ricerca dell’alloggio che, come avrete capito, è stata un vero incubo, e si classifica al primo posto delle mie difficoltà più grandi. Le altre due sono state la mancanza di casa, della mia gatta e del mio ragazzo, che in certi momenti è stata parecchio intensa, e la convivenza con una dei due coinquilini che avevo, che in diverse occasioni ha manifestato comportamenti parecchio inquietanti.

Tiriamo le somme

15 – Consiglieresti Barcellona per un Erasmus o un Erasmus Traineeship? E se in futuro ne avessi occasione, sceglieresti Barcellona per vivere?

Certo, la consiglio assolutamente per esperienze di questo tipo! Barcellona offre tantissime opportunità ed è una città dal clima internazionale, quindi assolutamente adatta ad un’esperienza di vita, studio e lavoro. Tuttavia, nonostante mi sia trovata molto bene, non ci vivrei stabilmente. Per quanto ami l’atmosfera e la vita pulsante delle grandi città, sogno un luogo più tranquillo e meno caotico in cui mettere radici, possibilmente vicino alla montagna e alla natura. Però, a Barcellona ci torno sempre più che volentieri!

16 – Consiglieresti l’Erasmus Traineeship in generale? Per quale ragione?

Lo straconsiglio! Svolgere un’esperienza lavorativa all’estero è un qualcosa che aiuta davvero a far emergere le tue qualità, ad abbattere le tue barriere e ad affrontare con coraggio le difficoltà. Ti fa crescere molto come persona, poiché c’è da assumersi responsabilità più grandi rispetto a quelle dell’Erasmus normale, confrontandosi con una routine prestabilita e con tutte le svariate sfide del campo lavorativo.

17 – Che consigli daresti in generale a chi sta cercando un possibile tirocinio per un Erasmus Traineeship?

Consiglio di cogliere al volo l’occasione, di fare domanda senza pensarci troppo, e di partire con la massima serenità ed energia positiva possibili. È la cosa migliore che potete fare per voi stessi, per arricchire non solo il vostro curriculum, ma anche la vostra vita in generale. Fidatevi, la ricorderete come una delle esperienze più belle della vita!

Vorrei ringraziare tantissimo Valentina per aver voluto raccontare la sua esperienza e per tutti i suoi consigli e mi raccomando, passate a leggere i bellissimi articoli sul suo blog!

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