Avventure in Erasmus: l’esperienza di Giulia a Riga!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Giulia a Riga!

Ancora avventure in Erasmus! Questa volta ho intervistato Giulia, il cui travel blog “Viaggiare con gli occhiali” è uno dei miei preferiti in assoluto.

Giulia ha studiato Mediazione Linguistica presso l’Università degli studi di Macerata ed ha vissuto sia l’esperienza dell’Erasmus che quella dell’Erasmus Traineeship, ma quando le ho chiesto di quale preferisse parlare mi ha subito risposto “Scelgo quello studio, perché l’ho fatto in una città meno comune!”.

Ed infatti la sua scelta è stata del tutto diversa dal solito, dato che da agosto del 2012 a gennaio del 2013 ha vissuto a Riga, la capitale della Lettonia, studiando presso la Faculty of Humanities della University of Latvia. Direi che è stata coraggiosissima, dato che è partita nel semestre invernale!

Ecco quindi cosa racconta della sua particolare (e letteralmente gelida!) esperienza in Erasmus.

Perchè

1 – Perché hai deciso di partire per un’esperienza Erasmus? E come mai hai scelto proprio Riga?

Sono sempre stata affascinata dall’Europa dell’Est e Riga mi sembrava una città interessante dove poter trascorrere un semestre universitario. Inoltre, volevo studiare russo per qualche mese e la facoltà di lingue offriva dei corsi che potevo far convalidare una volta tornata in Italia. In più, poche persone volevano andarci e avevo effettivamente più possibilità di essere scelta.

Erasmus a Riga - Lettonia

Prima di partire

2 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 6 mesi a Riga?

Prima cosa, valutate bene la stagione in cui andrete. Se, come me, scegliete il semestre invernale comprate indumenti termici, scarpe e calzini adatti e abbigliamento waterproof. Gli inverni baltici sono lunghi e rigidi. Se invece optate per il semestre estivo potete alleggerire il bagaglio ma preparatevi psicologicamente alla luce: verso maggio-giugno, il sole tramonta ma non fa quasi mai buio pesto. In inverno, invece, è l’esatto opposto: tanto buio e cielo perennemente grigio.

3 – È stato difficile trovare un alloggio a Riga? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Premetto di aver fatto l’Erasmus ormai quasi 7 anni fa (sigh!) quando c’era ancora la moneta lettone lat. Ora con l’euro è tutto diverso. Avevo trovato l’alloggio online tramite un gruppo Facebook di Erasmus. Pagavo 200€ al mese escluse le bollette. L’Università della Lettonia offre agli studenti Erasmus dei posti letto nei dormitori, in camere singole, doppie o triple. Alcuni erano un po’ fuori dal centro – bisognava prendere un bus e di notte un taxi – ma costavano veramente pochissimo.

La vita da studente a Riga

4 – Che ne pensi dell’università di Riga? Come ti ci sei trovata?

Tutto sommato, mi sono trovata molto bene. I corsi di lingua erano molto mirati e facevamo molta pratica nel parlato, cosa che invece purtroppo non facevamo in Italia. Le lezioni erano presto al mattino così potevamo avere il pomeriggio libero. Anche la burocrazia non era particolarmente complicata, tornata in Italia mi hanno convalidato circa 4 o 5 esami, persino da 12 crediti.

5 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante l’Erasmus?

Ho fatto un corso di lettone gratuito offerto dall’università di Riga. Purtroppo in pochi mesi ho imparato solo parole e frasi base che ora ho dimenticato. Fortunatamente molti giovani parlano inglese e dove non arrivavo con le lingue che sapevo cercavo di allungare un po’ con il russo, sebbene non sia la lingua ufficiale.

6 – Come definiresti il costo della vita a Riga? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese uno studente che volesse fare l’Erasmus lì?

Quando c’era il lat come moneta in corso la vita non era cara. Fare la spesa, mangiare fuori, uscire a bere era fattibile anche con la borsa di studio Erasmus (che si sa, non è proprio sostanziosa). Non ho tenuto un calcolo minuzioso delle spese poiché prima di partire per Riga già lavoravo, quindi avevo qualche soldo da parte. L’unica cosa cara erano frutta e verdura al supermercato e la bolletta del riscaldamento.

7 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Riga? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

Per me la parte più difficile è stata gestire le poche ore di luce durante l’inverno. La mattina mi capitava di svegliarmi con il buio e andare a lezione prima che sorgesse il sole. Parliamo delle 8 massimo 8:30 del mattino. Approfittavo dei fine settimana per uscire e dormire fino all’ora di pranzo. Beh, un paio di volte mi è capitato di aprire gli occhi proprio mentre il sole stava tramontando. Ecco, il mio corpo ci ha messo un bel po’ ad abituarsi. Anche sul lato cibo ho sofferto un po’, più che altro perché sono abituata mangiare spesso frutta e verdura, ma i prezzi erano davvero improponibili.

8 – Luoghi comuni sulla Lettonia: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

Luogo comune vero: sì, fa veramente così freddo. I -27 gradi con l’umidità non li scorderò mai.
Luogo comune falso: le ragazze lettoni sono facili da rimorchiare. Purtroppo molte persone sono partite per l’Erasmus con questa convinzione (non scherzo). Lo trovo un luogo comune estremamente offensivo oltre che non veritiero: le donne lettoni, udite udite, sono personali normali come quelle di altre nazionalità, senza se e senza ma.

Ricordi dell’Erasmus

9 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Riga?

Ne ho tanti, non riesco a trovarne uno più bello degli altri. Forse l’ultimo viaggio che abbiamo fatto con i tre amici più stretti, abbiamo affittato una macchina e siamo andati fino a Tallinn, guidando tra neve, posti sperduti e mare ghiacciato.

Un altro ricordo che penso non dimenticherò mai è questa telefonata realmente avvenuta:
“Ciao Giulia, oggi saltiamo la lezione e andiamo in giro perché fa caldo: fa -5!”
“Solo -5?? Andiamo!”

Erasmus a Riga in inverno

10 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Riga?

Riga è un gioiellino di città. I miei luoghi preferiti sono il Parco Kronvalda (sia d’estate sia d’inverno ricoperto di neve), il Museo dell’Art Nouveau e il Mercato coperto. Quest’ultimo è un mondo a parte.

A livello di ristoranti, il nostro posto del cuore era Pelmeni XL. In realtà è una sorta di fast food, ma invece di hamburger e patatine qui si mangiano i pelmeni, dei ravioli ripieni di carne o verdure. Aperto 24h su 24, era il posto di ritrovo fisso dopo una serata festaiola.

11 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’Erasmus a Riga?

Riga è una città piccola ma con tanto da offrire, ci si può muovere facilmente a piedi ed è in continua evoluzione. Inoltre, essendo l’unica città universitaria del paese è piena di studenti lettoni e internazionali. Direi sicuramente che i tre aspetti migliori sono proprio questi: facilità nel muoversi, tante attività culturali e divertenti, concentrazione di studenti nazionali e internazionali.

12 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

Le difficoltà principali sono tutte legate al clima e alle ore di luce. Una volta giunto l’inverno anche l’umore delle persone è mutato drasticamente. Le temperature erano davvero rigide, per non parlare del buio pesto. Inoltre, la frutta e la verdura costavano molto – decisamente troppo per uno studente con una borsa di studio limitata – e capitava di sentirci stanchi per carenza di vitamine o di mangiare disordinato. Non a caso, bene o male tutte le persone con cui ho fatto l’Erasmus hanno preso qualche chilo.

Tiriamo le somme

13 – Consiglieresti Riga per l’Erasmus? E se in futuro ne avessi occasione, la sceglieresti per viverci?

La consiglierei per l’Erasmus. Come ho già detto precedentemente, è una città poco dispersiva con molte attività di ogni genere. Per viverci non credo, per me è troppo piccola (a me piacciono le grandi metropoli) e l’inverno è davvero fuori dalla mia portata.

14 – Consiglieresti l’Erasmus in generale? Per quale ragione?

Sì, la consiglierei a tutti. Non solo, sono pienamente d’accordo con l’affermazione di Umberto Eco “[L’Erasmus] dovrebbe essere obbligatorio, e non solo per gli studenti: anche per i taxisti, gli idraulici, i lavoratori. Passare un periodo nei paesi dell’Unione Europea, per integrarsi”.

15 – Tu hai anche partecipato all’Erasmus Placement, quello che ora viene chiamato Erasmus Traineeship, trascorrendo alcuni mesi a Lipsia, in Germania, per un tirocinio. Quali sono secondo te i motivi a favore di questo particolare tipo di Erasmus e quali invece i pro di quello più tradizionale? Potendo scegliere solo una delle due esperienze, quale ripeteresti più volentieri e perché?

L’Erasmus Placement o Traineeship è un po’ la versione adulta dell’Erasmus Studio. Si va al lavoro e si seguono orari d’ufficio, perciò bisogna essere presenti e concentrati al 100% per imparare il più possibile da questa occasione unica. Quindi niente party infrasettimanali! Scherzi a parte, lo consiglierei a chi vuole formarsi a livello lavorativo e a chi vuole intraprendere una determinata carriera in un settore specifico. Sembrerà una frase fatta, ma l’Erasmus Placement/Traineeship apre molto porte. Conosco persone che sono state assunte dall’azienda dove hanno fatto il tirocinio.

Tra le due sinceramente non saprei. Per quanto mi riguarda, sono state due esperienze completamente diverse: l’Erasmus Studio l’ho vissuto come una pausa dalla vita normale che per me era casa-lavoro-studio, un momento di condivisione, scoperta, viaggi e apertura verso il mondo esterno. Il Placement, invece, è stato più un momento per capire cosa volevo fare “da grande” e per muovere i primi passi in un’azienda.

Beh, a questo punto non posso che ringraziare infinitamente Giulia per aver risposto a tutte le mie domande e per aver raccontato di un’esperienza così particolare. E poichè, come ho già detto, il suo blog è uno dei miei preferiti in assoluto, vi consiglio anche di andare a leggere i suoi suggerimenti in fatto di viaggi e di libri su “Viaggiare con gli occhiali“!

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