Avventure in Erasmus: l’esperienza di Elisa a Mons!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Elisa a Mons!

Dopo oltre un mese dall’ultima volta, quando avevo intervistato la mia amica Carolina a proposito del suo Erasmus in Lussemburgo, oggi sono felice di ospitare Elisa, del blog “Eli loves travelling“, che ha trascorso 9 mesi a Mons, una piccola città del Belgio.

Elisa frequentava il Corso di Laurea Triennale in Comunicazione Interlinguistica Applicata presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori dell’Università degli Studi di Bologna. Per il suo periodo all’estero ha scelto di studiare per un intero anno accademico, quello del 2008/2009, presso l’École d’interprètes internationaux dell’Université de Mons-Hainaut.

Ecco qual è stata la sua esperienza di Erasmus in Belgio!

Perchè

1 – Perché hai deciso di partire per un’esperienza Erasmus? E come mai hai scelto proprio Mons?

Volevo imparare bene una lingua e sentivo che l’unico modo per farlo era immergendomici completamente, quindi l’Erasmus mi sembrava un ottimo modo per realizzare questo obiettivo. In fondo si trattava di vivere 9 mesi in un altro Paese, di frequentare i corsi in lingua e di fare tutto in lingua. Mons l’ho scelta principalmente perché era una realtà a misura d’uomo, una cittadina non troppo grande con un’università di ottimo livello.

Elisa ad Amsterdam
Elisa in gita ad Amsterdam

Prima di partire

2 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 9 mesi a Mons?

Direi di non preoccuparsi troppo, oggi le spedizioni non costano poi così tanto e Ryanair ha sempre delle ottime offerte, quindi se proprio ci si dimentica qualcosa si può recuperare. Io mi ero portata un mix di cose, mezza stagione + invernale, perché non sapevo bene cosa aspettarmi, avevo sentito che il tempo era sempre brutto! A livello di cose per l’università, avevo comprato lì quello che mi serviva e a fine Erasmus ho spedito un bel pacco da 40kg di roba in Italia.

3 – È stato difficile trovare un alloggio a Mons? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Per fortuna l’Ufficio Relazioni Internazionali di Mons era molto attivo su questo fronte ed ha aiutato me ed altri studenti Erasmus ad arrivare con già un alloggio assegnato. Lì vanno di moda i kot, case con 7/8 stanze singole per studenti, con cucina e bagno in condivisione. Io vivevo con due italiane, due spagnole, un’inglese, una belga e una greca. Ne ho viste di tutti i colori, come tirare gli spaghetti sulle piastrelle della cucina per vedere se fossero cotti, ma mi sono divertita un mondo!

La vita da studente a Mons

Gita a Dinant, Erasmus in Belgio
Gita a Dinant, in Belgio

4 – Che ne pensi dell’università di Mons? Come ti ci sei trovata?

L’università di Mons all’epoca era molto valida, e penso lo sia tuttora. C’erano corsi molto specifici, forse più specifici che in Italia, che mi hanno aiutato molto nell’apprendimento e nel miglioramento della lingua e delle mie competenze nei campi della traduzione e dell’interpretazione.

5 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante l’Erasmus?

Studiavo francese già da 5 anni quando sono partita quindi non ho avuto particolari difficoltà. L’accento belga era ed è abbastanza comprensibile, quindi se si ha una buona base non si hanno particolari problemi. Ovvio, i locali parlano la lingua più velocemente e in modo più fluido, ma non mi hanno mai fatto pesare il fatto di non essere madrelingua.

6 – Come definiresti il costo della vita a Mons? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese uno studente che volesse fare l’Erasmus lì?

Il costo della vita a Mons era, non so se sia cambiato nel frattempo, un po’ più caro che in Italia in termini di spesa, ma anche perché Mons non aveva chissà che gamma di supermercati tra cui scegliere. Per quanto riguarda invece il mangiare e il bere fuori più o meno era come in Italia.

Studenti Erasmus in gita
Elisa ed altri studenti Erasmus in gita

Penso che la spesa di cui uno studente dovrebbe tener conto dipenda molto da ciò che lo studente intende fare, è ovvio che uscendo tutte le sere e viaggiando tutti i weekend si spende molto, ma è anche “giusto”, dato che quel tipo di esperienza si fa una volta nella vita. Non saprei quantificare la spesa mensile, ma non credo andasse oltre i 400/500€ incluso l’affitto.

7 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Mons? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

La vita non era molto diversa da quella che avevo a Forlì (dove frequentavo l’università), nel senso che di giorno andavo a lezione, dopo lezione magari andavo a fare la spesa o la lavatrice e poi cena. La sera spesso si usciva ma non sempre e ogni tanto si organizzava qualche cena tra noi. Devo dire che l’Erasmus non ha stravolto i miei ritmi, anche perché difficilmente facevo mattina o cose diverse da quelle che avrei fatto abitualmente. Certo, si usciva un po’ di più e magari nei weekend si viaggiava, ma non è stato affatto difficile adattarsi a tutto questo.

8 – Luoghi comuni sul Belgio: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

Uno dei luoghi comuni sul Belgio è che non vi siano persone famose che provengono da lì, ma la gente si sbaglia: René Magritte, Marguerite Yourcenar, Jean-Claude Van Damme ad esempio sono belga.

Un altro luogo comune sul Belgio è che si mangino soltanto patate fritte, cioccolata e waffle. Ora, è vero che la cucina belga non è così variegata come quella mediterranea quindi in parte il luogo comune è corretto ma poi, anche se fosse, le patate fritte belga sono le migliori che abbia mai mangiato e lo stesso vale per il cioccolato, quindi perché smentire questo luogo comune?!

Il famoso cioccolato belga a Bruges
Il famoso cioccolato belga a Bruges

Ricordi dell’Erasmus

9 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Mons?

E come si fa a sceglierne uno solo? Forse il Bal Academique in un castello oppure la Gite Rurale con gli “Erasmons” durante la quale abbiamo affittato una casa nelle Ardenne e abbiamo esplorato insieme i dintorni. Due o tre giorni all’insegna della spensieratezza e della sangria (c’erano parecchi studenti Erasmus spagnoli)! O forse il Doudou, rievocazione storica che in una domenica di giugno raggruppa migliaia di persone sulla Grand’ Place di Mons. Sono tutti ricordi indelebili che mi rimarranno nel cuore.

10 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Mons?

La Grand’ Place, il posto da cui tutto è iniziato il 13 settembre 2008 e il posto in cui gli “Erasmons” si sono ritrovati due anni dopo per la grande riunione, sempre in occasione del Doudou. È stato il luogo che ha segnato il mio Erasmus con la sua scimmietta portafortuna, le serate lì vicino in un “pub” (che era più un baretto che un pub) chiamato Paille d’Or, e i due Doudou, il tutto sempre in compagnia della kriek, la birra alla ciliegia che qui in Italia cerco in ogni supermercato ma trovo raramente.

birra Kriek belga
La Kriek, birra belga alla ciliegia

11 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’Erasmus a Mons?

Le amicizie che ho stretto in quel periodo e che mi hanno accompagnata anche dopo il rientro. L’aver migliorato il mio francese a un punto tale che mi si diceva avessi un accento belga quando sono rientrata in Italia. E terza, ma non ultima, la possibilità di scoprire un Paese che, se non fosse stato per l’Erasmus, magari non avrei esplorato in lungo e in largo.

12 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

Inizialmente la lontananza da casa. Era il mio primo vero distacco dalla mia famiglia per un periodo prolungato e nei primi mesi l’ho sofferto molto. Spesso si pensa che vivere all’estero sia una passeggiata, ma ci sono tante emozioni che entrano in gioco e i momenti di nostalgia e tristezza non mancano.

Nei primi tre mesi della mia permanenza lì c’erano state delle aggressioni e delle violenze contro studenti Erasmus, quindi avevo paura. Paura di uscire, paura potesse succedermi qualcosa se tornavo tardi la sera. È una sensazione bruttissima quella di non sentirsi al sicuro.

A livello universitario invece era difficile trovare esami corrispondenti, perché a Mons avevano molti più corsi ma da molti meno crediti, quindi ho dato 17 esami a Mons, per vederne riconosciuti 8 o 9 nel piano di studi italiano. Quindi sì divertimento, ma anche parecchio studio.

Tiriamo le somme

13 – Consiglieresti Mons per l’Erasmus? E se in futuro ne avessi occasione, sceglieresti Mons per vivere?

Mons è una cittadina molto carina ed è abbastanza comoda da raggiungere trovandosi a un’oretta da Bruxelles. Da lì in pochissimo tempo si arriva al confine con la Francia e a Lille, in un attimo si è a Bruges, Gent, Namur e Louvain e in poche ore si arriva in Olanda. Quindi sì, la consiglierei per un’esperienza Erasmus. Inoltre essendo piccolina non è dispersiva quanto può esserlo una Bruxelles o una Parigi. Le università sono di ottima qualità, quindi motivo in più per studiare lì per un periodo.

Non credo sceglierei Mons per vivere, come ho detto è una città piccolina quindi trascorrervi 9 mesi è stata un’esperienza meravigliosa ma viverci a lungo termine non credo mi sarebbe piaciuto, o forse mi sarebbe andato stretto dopo un po’.

14 – Consiglieresti l’Erasmus in generale? Per quale ragione?

Assolutamente sì! È un’esperienza che ti cambia, che ti fa crescere, che ti fa conoscere altre culture, un Paese diverso da quello in cui vivi, che ti permette di metterti alla prova e di renderti conto di quanto vale. È anche un periodo di spensieratezza e divertimento come non ce ne sono altri nella vita. Poi è vero che ci sono gli esami, ma ci sono anche le gite fuori porta, le serate in compagnia degli altri studenti Erasmus, i pomeriggi di chiacchiere e risate interminabili. È un qualcosa che ti rimane nel cuore per il resto della tua vita e vale la pena viverselo fino in fondo!

Ragazzi Erasmus in Belgio

Grazie mille a Elisa per aver voluto rispondere alle mie domande ed aver raccontato la sua esperienza in Erasmus in Belgio. Passate sul suo blog, Eli loves travelling, se siete curiosi di scoprire alcune delle sue avventure più recenti!

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