Avventure in Erasmus: l’esperienza di Elena a Cadice!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Elena a Cadice!

Proprio in questo periodo dell’anno di solito escono i bandi Erasmus. Io ad esempio giusto due anni fa riflettevo su quale meta scegliere per il mio periodo di studio all’estero e cercavo informazioni online e racconti di altri ragazzi partiti prima di me!

Spero quindi che chi sta pensando di scegliere Cadice come meta per il proprio Erasmus capiti da queste parti, perchè oggi intervisto Elena, che ha trascorso ben 10 mesi in questa città spagnola.

Elena studiava Sociologia alla Sapienza, a Roma. Aveva deciso di partire per frequentare, durante il primo semestre dell’anno accademico 2016-2017, alcuni corsi di varie facoltà presso l’ Universidad de Cadiz. Alla fine però in questa città spagnola si è trovata così bene che ha deciso di rimanere anche al secondo semestre!

Oggi ci racconta della propria esperienza di Erasmus a Cadice.

Perchè

1 – Perché hai deciso di partire per un’esperienza Erasmus? E come mai hai scelto proprio Cadice?

Inizialmente ero un po’ scettica sul fare domanda per l’Erasmus, a spingermi è stata più la curiosità di vedere se avrei potuto vincere la borsa o meno. Fortunatamente, per quanto riguarda il dipartimento di Sociologia alla Sapienza, non fa domanda quasi nessuno. In più avevo molti attestati di lingua e di esperienze passate in Spagna, quindi è stato facile vincere la borsa.

Ho messo come prima meta Cadice perché si trova molto vicino a Siviglia, che sapevo essere una bellissima città, e in più si tratta di una località marittima: spiagge immense e sole caldo per 12 mesi l’anno. Ma la cosa che mi impressionò di più in assoluto fu vedere tutte quelle casette bianche con i tetti a terrazzo che mi ricordavano la Grecia. Per me che vengo dalla Sardegna, il mare è un bisogno inspiegabile: sento costantemente la necessità di stargli vicino, di fare una passeggiata in riva, di sentire il suo profumo… Quella è stata la motivazione che sicuramente ha messo prima Cadice rispetto ad altre bellissime città tra le quali avrei potuto scegliere.

Prima di partire

2 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 10 mesi a Cadice?

Partire per un Paese diverso dal tuo e lasciare alle spalle amici, famiglia e la propria quotidianità non è sicuramente facile, ma ciò di cui mi sono resa conto appena sono arrivata a Cadice è stato che eravamo tutti sulla stessa barca. È normale sentirsi in ansia, spaesati e avvertire una leggera preoccupazione, ma vi assicuro che appena arriverete in questa città vi sentirete subito a casa. Una frase che mi ha sempre fatto riflettere per quanto si è dimostrata vera durante la mia esperienza è: “l’Erasmus non è un anno della tua vita, ma la tua vita in un anno”. Ed è proprio così, perché si conoscono persone che dopo pochi giorni sembrano amici di tutta la vita e si apprezza ogni singolo angolo della città. Cadice è così calorosa e ospitale che ti travolge in ogni momento della giornata.

P.S.: Consiglio di portare più costumi e asciugamani da spiaggia che altro… Io sono andata al mare fino al 12 Dicembre! 😛

3 – È stato difficile trovare un alloggio a Cadice? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Non ho avuto problemi a trovare una casa a Cadice, mi sono mossa con largo anticipo e tramite i gruppi che si creano annualmente su Facebook e WhatsApp sono entrata in contatto con altre due ragazze italiane con le quali ho trovato casa assieme. Siamo state però molto fortunate che la casa che abbiamo trovata fosse all’altezza delle nostre aspettative, consiglio infatti di vederla di persona prima di prenderla tramite siti internet che spesso non mostrano la verità delle condizioni delle case. Chiaramente capisco che andare in Spagna solo per cercare una stanza in cui alloggiare qualche mese sia una spesa inutile, però molte persone vanno lì qualche giorno prima e alloggiano in un B&B durante la ricerca.

Generalmente le camere non sono molto costose, i prezzi variano in base alla posizione e io consiglio di prendere casa nella parte di Cadice antica, perché è più semplice uscire la sera e muoversi a piedi, dato che tutti gli eventi e le serate vengono organizzate in quella zona. I prezzi si aggirano generalmente intorno ai 200-250€.

La vita da studente a Cadice

4 – Che ne pensi dell’università di Cadice? Come ti ci sei trovata?

È un’università ben organizzata, i professori sono molto in gamba e cordiali con tutti gli studenti, non vengono fatte discriminazioni tra Erasmus e studenti del posto. Ogni materia aveva un proprio metodo di valutazione, generalmente non esistono materie in cui si devono solo seguire le lezioni e poi dare l’esame come in Italia.

In Spagna è molto importante la partecipazione attiva dello studente, dunque il voto finale di un esame solitamente consiste per una parte nella frequenza e attiva partecipazione in classe, una parte nei lavori di gruppo che vengono organizzati in classe (per esempio analisi del testo da fare in gruppo o presentazione di lavori di gruppo o ricerche) e infine una terza parte nell’esame finale, solitamente scritto o a crocette. Poiché non ero abituata a questa modalità, ho provato a chiedere ai miei colleghi il motivo di tanta attenzione alla partecipazione in classe, e mi hanno spiegato che così facendo stimolano lo sviluppo della capacità di saper parlare in pubblico, che è una capacità che non sempre ci viene insegnata.

La Caleta Cadice

5 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante l’Erasmus?

Non ho avuto nessuna difficoltà perché avevo già studiato spagnolo per 8 anni, durante le scuole. Però, poiché avevo bisogno di crediti extra per rientrare nella conversione degli esami, ho frequentato un corso di lingua spagnola che viene offerto dall’università stessa a pagamento. Esiste un corso sia semestrale che trimestrale.

6 – Come definiresti il costo della vita a Cadice? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese uno studente che volesse fare l’Erasmus lì?

Il costo medio della vita a Cadice è abbastanza basso, generalmente una cena in qualche taperìa con cerveza inclusa non viene a costare più di 10€.  In gran parte della Spagna, soprattutto in Andalucìa, il costo della vita è abbastanza basso. Sale un po’ di più nelle grandi città turistiche. I prezzi a Cadice solitamente si alzano durante la stagione estiva, quando si popola maggiormente di turisti, mentre questo non succede sotto Carnevale o durante la Semana Santa di Pasqua, quando ugualmente la città si popola di turisti provenienti da tutto il mondo.

7 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Cadice? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

Ho amato la movida gaditana fin dal primo giorno in cui mi sono trasferita lì! Ho subito inquadrato i gaditani e il loro modo di fare, di festeggiare per ogni cosa, mangiare a orari “del Sud” e fare sempre la siesta pomeridiana. Come popolazione sono molto cordiali e ospitali, sempre pronti a scherzare e a dare una mano a chi gliela chiede.

La cucina poi è buonissima! Essendo una città sull’oceano, ha un mercato centrale fornitissimo di tantissime specie di pesci e c’è un angolino del mercato che si offre di cucinarlo proprio lì, sul momento, a pochi euro. Purtroppo la sera è chiuso, però consiglio di andare lì anche solo per fare un giro e ammirare tutti i colori e i prodotti che vengono esposti alla clientela.

Per quanto riguarda la vita notturna, si può dire che è una città molto popolata di notte anche durante la settimana, io sono uscita letteralmente tutti i giorni del mio Erasmus, anche la domenica! Il luogo in cui solitamente i giovani escono per andare a divertirsi è La Punta, una zona piena di locali e discoteche in cui è consentito fare botellòn.

8 – Luoghi comuni sulla Spagna: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

Un luogo comune vero è che la siesta non è una diceria! Inizialmente mi chiedevo come fosse possibile uscire nel primo pomeriggio e non trovare un’anima viva per strada. Poi, con il passare del tempo, mi sono resa conto che dalle 14 alle 17 non vola una mosca perché gli spagnoli, e in particolare i gaditani, riposano e fanno la siesta veramente!

Un luogo comune falso è che sono partita in Erasmus con la credenza stereotipata che “gli esami in Spagna sono facilissimi e tutti a crocette!” come mi avevano detto in molti. In realtà, iniziando a frequentare i corsi ho imparato quanto fosse importante la partecipazione attiva in classe, e una volta mi è addirittura capitato di dover dare un esame orale!

Ricordi dell’Erasmus

9 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Cadice?

Sicuramente il senso di pace e di tranquillità che mi trasmetteva il tramonto. Ha dei colori particolari e nel secondo semestre, quando faceva più caldo, passavo quasi ogni pomeriggio con i miei amici in spiaggia a cantare, giocare a beach volley, mangiare una pizza e goderci quel tramonto spettacolare. Era un momento “sacro”, in cui tutti accantonavamo lo studio e ci rilassavamo assieme. Sull’oceano poi, ha un significato completamente diverso, lì il tramonto è diverso ogni giorno perché a seconda della marea l’acqua raggiunge ogni volta un punto diverso della spiaggia.

Erasmus a Cadice

10 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Cadice?

Assolutamente La Caleta. Si tratta della spiaggia più famosa di Cadice, dove si trova gente a prendere il sole in qualsiasi giorno dell’anno. È la spiaggia più piccola, non ha niente a che vedere con la Playa de Santa Marìa o Playa de la Victoria. Con quella struttura di legno bianca, la vista sul Castillo de San Sebastiàn e a pochi metri dal Barrio centrale. Posso dire di aver avuto la fortuna di frequentare alcuni corsi presso le due facoltà che si trovano esattamente di fronte a questa spiaggia. Ed infatti è capitato molto spesso che andassi a lezione con il costume sotto i vestiti per poi dirigermi direttamente lì al termine delle lezioni!

11 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’Erasmus a Cadice?

Al primo posto metterei sicuramente l’aver avuto l’opportunità di conoscere ragazzi provenienti da tutto il mondo, non soltanto dall’Europa. Ho conosciuto persone anche del Brasile, Messico, Colombia o Stati Uniti, con i quali ancora oggi capita di sentirmi. Ricordo che al primo incontro di benvenuto agli studenti, il rettore dell’università ci ha spiegato che il fatto di avere l’opportunità di conoscere persone provenienti da ogni parte del pianeta può essere un punto a nostro favore anche per un nostro futuro lavorativo, dato che in Erasmus si può venire a creare una rete di conoscenze che connette ogni parte del mondo!

Un altro aspetto che non posso non citare è sicuramente il clima: il caldo afoso di settembre, che si mantiene fino a novembre. E quindi il poter andare al mare in praticamente tutte le stagioni dell’anno. Questo mi ha permesso di vivere a pieno la città in ogni momento del mio Erasmus. (State però attenti all’umidità in casa, a Cadice praticamente non esistono termosifoni!)

Infine, non posso non citare il famoso Carnevale! Molto più lungo e più sentito che in Italia, i gaditani si preparano 365 giorni l’anno al Carnevale. Carri pieni di persone mascherate, cori in ogni angolo e in ogni via che cantano a tutte le ore del giorno, si travestono letteralmente tutti! Anche chi odia il carnevale non può fare a meno di indossare una parrucca e scendere in piazza a ballare, travolge veramente tutti! Il Carnevale di Cadice è uno dei più famosi in tutta la Spagna, vengono infatti organizzate gite da tutte le città per poterlo visitare, perché per i gaditani ha un significato molto importante.

12 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

Non posso dire di aver avuto particolari difficoltà in Erasmus. Mi sono integrata da subito, ho fatto da subito amicizia con quelli che posso definire i miei “amici dell’Erasmus” e ho sempre partecipato a tutti gli eventi che venivano organizzati da ESN e Erasmus Family per l’integrazione degli Erasmus. Soprattutto alle gite che proponevano. Forse l’unica difficoltà che posso dire di aver riscontrato è stata che, essendo un’isola, oltre alle gite che venivano organizzate da queste associazioni con pullman privati, non si tratta di una città collegata particolarmente bene. È pur sempre collegata da tre ponti, però per esempio, per spostarmi da Cadice all’altra parte della Spagna, nella zona di Murcia, non c’era nessun treno direttamente collegato e dovevo affrontare 10 ore di pullman.

Quello che viene dopo

13 – Consiglieresti Cadice per l’Erasmus? E se in futuro ne avessi occasione, sceglieresti Cadice per vivere?

Certo che sì. Ritengo che andare in Erasmus presso una metropoli o una città troppo grande a volte possa dimostrarsi troppo dispersivo, mentre scegliere di andare in una meta come Cadice, con circa 120.000 abitanti, permette di spostarsi tranquillamente a piedi durante tutte le ore della giornata, conoscere facilmente tutti gli Erasmus che studiano lì ogni anno (generalmente sono circa 200, compresi anche gli studenti che provengono da fuori Europa) e sentirla più “casa”. Per quanto riguarda l’andarci a vivere nell’immediatezza probabilmente no, non mi darebbe le opportunità lavorative che sto cercando al momento, ma in un futuro, dopo la pensione magari, chi lo sa?

14 – Consiglieresti l’Erasmus in generale? Per quale ragione?

Assolutamente sì! L’Erasmus è un’esperienza che ciascuno di noi dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Ci dà la possibilità di crescere e maturare, di diventare migliori rispetto a come eravamo prima di partire. Quando si torna a casa dopo un’esperienza come questa si torna cambiati, persone completamente diverse. L’Erasmus apre la mente, amplia gli orizzonti, fa comprendere che ci sono cose ben più importanti dell’essere considerato in un certo modo nella propria città. Non si fa caso più a quelle piccolezze e a quelle superficialità che continuamente fanno capolino nella nostra vita, ma si cerca di dare più importanza ai legami che si creano, alle opportunità che si costruiscono, ai viaggi che si progettano. Fate molta attenzione, perché una volta partiti non vorrete più tornare a casa!

E questo è successo proprio a me, che inizialmente ho fatto domanda per la borsa di studio per una sfida con me stessa. Non ho realizzato che sarei partita per un’esperienza del tutto nuova se non una settimana prima, quando mi sono vista faccia a faccia con le valigie. Ero spaventata, stordita ed eccitata di vedere come sarebbe andata, pronta a tornare dopo 6 mesi come la durata della mia borsa di studio. Ma le cose sono andate diversamente: mi sono affezionata a quella città, a quella gente che è diventata giorno dopo giorno una parte fondamentale della mia vita, della mia quotidianità, e mi sono ritrovata a dover chiedere un prolungamento fino alla fine di luglio!

15 – Al tuo rientro in Italia hai deciso di entrare a far parte dell’associazione ESN (Erasmus Student Network) della tua università. Puoi spiegare di cosa si tratta e cosa ti ha spinta a farlo? In che modo fare parte di questo gruppo ha cambiato il tuo modo di vedere le cose?

Al rientro dal mio Erasmus mi sono trovata un po’ disorientata, avevo vissuto così tante esperienze nuove che tornare a casa mi è sembrata una banalità. I ritmi erano decisamente più calmi della Spagna, non avevo più tanta voglia di uscire così assiduamente, la mia città mi stava diventando un po’ stretta. Così ho deciso di entrare a far parte di ESN, un’associazione che ho avuto modo di conoscere già durante il mio Erasmus a Cadice, che si occupa di accogliere gli studenti Erasmus nella loro nuova città, di farli integrarli e dare loro l’opportunità di conoscere la mia terra e le sue tradizioni.

Inizialmente ero un po’ scettica, perché è pur sempre difficile rivalutare la propria città da un altro punto di vista, ma grazie ad ESN mi sono impegnata in prima persona in questo progetto, sia per continuare a coltivare lo spagnolo, sia per rimanere nell’ambiente internazionale che rappresenta l’Erasmus. Ne faccio tuttora parte, anche se al momento vivo in un’altra città, ma mi fa sempre un gran piacere tornare e partecipare agli eventi che vengono organizzati!

Amicizie in Erasmus

Ringrazio moltissimo Elena, che è stata entusiasta e disponibile dal primo momento in cui l’ho contattata per questa intervista. Anzi, se siete curiosi di vedere cosa combina o avete qualche domanda extra da farle sul suo Erasmus, la trovate su Instagram come elenuiss!

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