Avventure in Erasmus: l’esperienza di Sara ad Essen!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Sara ad Essen!

Anche la Germania è molto gettonata quando si tratta di Erasmus, e le mete possibili in un Paese così grande sono moltissime e non limitate solo alle città più famose come Berlino.

Oggi ad esempio condivido con voi la mia intervista a Sara, una ragazza che ha scelto come meta del proprio Erasmus la città di Essen, in Renania Settentrionale-Vestfalia.

Sara era iscritta al corso di laurea triennale in Lingue e Culture Straniere all’Università degli Studi di Salerno; in Germania ha frequentato per sei mesi, da ottobre 2018 a marzo 2019, il corso di laurea triennale in Germanistica e Anglistica, presso il dipartimento Umanistico della Universität Duisburg Essen.

Perchè

1 – Perché hai deciso di partire per un’esperienza Erasmus? E come mai hai scelto proprio Essen?

Come per tutti i miei compagni di corso, l’Erasmus per me è sempre stato un obiettivo da raggiungere e un importante passo avanti nella mia preparazione. Il motivo principale della mia effettiva scelta è stato il miglioramento della conoscenza della lingua tedesca, però la voglia di indipendenza e di viaggiare e vedere posti nuovi e diversi, che porto con me già da molti anni, è stata un elemento decisivo nella costruzione della determinazione necessaria a prendere questa decisione.

Ho scelto Essen perché mi sembrava una città grande ed energica. Si trova in una delle regioni più industrializzate della Germania, la regione del Ruhr nella Renania Settentrionale-Vestfalia, quindi doveva essere moderna e ben organizzata; inoltre è molto vicina a città come Colonia e Düsseldorf che sapevo essere molto belle. In più la sua posizione quasi al confine della Germania mi aveva attirato molto, perché mi avrebbe permesso di visitare anche altri stati come i Paesi Bassi, il Belgio e perché no, magari anche il Lussemburgo. Mi è stata consigliata per essere anche economica e molto vivibile nonostante il suo essere moderno e la sua ricchezza.

Colonia
Una foto scattata da Sara in visita a Colonia

Prima di partire

2 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 6 mesi a Essen?

Prima di tutto consiglierei di non fare uno degli errori più comuni, ovvero mettere in valigia quelle cose che si trovano in qualsiasi supermercato in qualsiasi città. Ad esempio non serve portare con sé sapone, shampoo, posate, piatti, pentole, penne, quaderni e tutte queste cose che fanno solo lievitare il peso della valigia inutilmente! Pensate piuttosto a portare un giubbino in più (se andate in un paese freddo), qualche maglione bello pesante e un bel paio di stivali in aggiunta a quelli che avete già (io lo avrei fatto se avessi saputo che avrei distrutto i miei), ma non dimenticate anche le maglie un po’ più leggere, perché in quasi la totalità dei locali non lesinano sul riscaldamento.  Una cosa che però sono stata contenta di aver portato sono state le lenzuola, perché andare a dormire in un letto familiare è sempre confortante, almeno per me.

Dal punto di vista emotivo, invece, partite a cuor leggero.  Non restate troppo attaccati a quel che lasciate, altrimenti la nostalgia prenderà il sopravvento e non riuscirete a godervi a pieno quest’esperienza che vede il singolo come protagonista. Se avete una relazione come l’avevo io, non disperate! Io, ma anche la maggior parte delle ragazze che aveva un fidanzato, ho scoperto la mia relazione ancora più forte di quel che immaginavo, con la consapevolezza che non bastano 6 mesi di lontananza a distruggere una storia d’amore.

3 – È stato difficile trovare un alloggio a Essen? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Per me non è stato difficile trovare un alloggio perché l’università stessa ne metteva moltissimi a disposizione e facendo tempestivamente la domanda, almeno 4/5 mesi prima della partenza, sono riuscita ad aggiudicarmene uno. Il mio alloggio era un appartamento condiviso con un’altra ragazza, molto minimal ma confortevole. Si trovava in un grande prefabbricato diviso in 5 palazzoni, dove alloggiava la quasi totalità degli studenti Erasmus. Ovviamente tutto l’indispensabile per la cucina l’ho dovuto comprare appena arrivata, rigorosamente all’Ikea per risparmiare il più possibile o ad uno dei numerosi negozi “Tutto a 1 Euro”. Un’altra opzione è cercare un sito di affitti per studenti e condividere l’appartamento con altri ragazzi per risparmiare sul prezzo. Ultimo consiglio che posso dare è provare la soluzione che ha trovato una mia conoscente, ovvero prendere una camera in un b&b per tutti e 6 i mesi, anche se è la scelta più costosa.

Il costo ovviamente dipende dalla vicinanza al centro. Io pagavo 250 euro al mese ed era l’affitto più basso, infatti vivevo a 30 minuti di pullman dal centro. Il massimo che ho sentito è stato quello di una ragazza che viveva praticamente a 5 minuti a piedi dal centro ed era di 450 euro al mese.  La media quindi è di 350 al mese, non troppo alta. Comunque visitare bene il sito dell’università ospitante è importante.

La vita da studente ad Essen

4 – Che ne pensi dell’università di Essen? Come ti ci sei trovata?

L’università è davvero bella, molto organizzata ed efficiente. È situata su una collinetta abbastanza vicina al centro, quindi a piedi è un po’ faticoso raggiungerla, però ha la fermata apposita dentro il campus e un pullman/navetta che fa il giro dei dormitori convenzionati con l’Università. C’è tanto verde, il che è stupendo perché quando nevica diventa una distesa bianca bellissima. Negli edifici c’è sempre la temperatura giusta, non risparmiano sul riscaldamento e questo è fantastico. La mensa non è niente male, ma le caffetterie sono eccezionali. Inoltre la biblioteca è davvero grande e va incontro alle necessità di tutti gli studenti. Mi ci sono trovata davvero bene e spesso andavo anche quando non avevo lezioni solo per stare tra i miei coetanei e godermi una giornata in tranquillità. Purtroppo io posso parlare solo della sede di Essen, perché quella di Duisburg l’ho solo visitata una volta, non l’ho vissuta veramente.

5 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante l’Erasmus?

Le prime settimane ho avuto difficoltà con la lingua. Nonostante studiassi tedesco già da due anni all’università, ho avuto molti problemi durante le lezioni perché molti professori parlavano davvero troppo veloce e né io né i miei compagni Erasmus capivamo granché. Così molti, come me, si sono iscritti a dei corsi pomeridiani di tedesco offerti proprio dall’università gratuitamente solo per gli studenti Erasmus. Il corso mi ha aiutata molto e vedevo miglioramenti ogni settimana! Poi ovviamente sono riuscita anche ad entrare in contatto con le persone e parlare con sconosciuti e negozianti, grazie anche alla dimestichezza che si prende mano a mano che si vive la città.

6 – Come definiresti il costo della vita a Essen? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese uno studente che volesse fare l’Erasmus lì?

Il costo della vita ad Essen non è molto alto, potrebbe essere paragonata ad una qualsiasi provincia italiana di media popolarità, come Bologna, Prato, Salerno e simili. C’è moltissimo street food a poco prezzo, molte attrazioni sono gratis o davvero molto economiche.  In particolare nel periodo natalizio (che parte dai primi di novembre) la città rinasce e si riempie di bancarelle, piste di pattinaggio, intrattenimento e feste ogni sera. Non ho mai sentito lo spirito del Natale così intensamente come ad Essen.

Quello che costa davvero molto è il trasporto, un biglietto da Essen a Düsseldorf (1 ora di treno) costa 12,50 euro! Fortunatamente la mia università ha pensato anche a questo, infatti a tutti gli studenti, Erasmus e non, viene fornito gratuitamente ad inizio semestre il “Semesterticket”, un abbonamento a tutti i mezzi di trasporto semestrale valido non solo per tutta la regione del Ruhr, ma sfruttabile anche in parte dell’Olanda. In più nel finesettimana si può portare una persona sprovvista di biglietto con sé, praticamente vale per 2.

7 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Essen? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

Essen è una città semplice ma avanzata, i suoi ritmi sono tranquilli e non troppo frenetici. Pur arrivando da Salerno mi sono trovata davvero a mio agio, soprattutto di giorno, quando sembra che tutta la città si riversi nelle strade più frequentate.  Non ci si deve aspettare però questa grande varietà di piatti tipici, infatti nei sei mesi ad Essen ho mangiato più wurstel che in tutta la mia vita, cucinati in diversi modi. Il più famoso, semplice e a mio avviso buono è il “Bratwurst mit Brötchen” ovvero un wurstel arrostito messo a mo’ di hot dog in un panino piccolissimo.

Bratwurst piatto tipico tedesco

La vita notturna ad Essen non è molto attiva se ci si trova nel periodo non natalizio, certo ci sono molti locali, pub e birrerie, ma la città di per sé è vuota durante la notte. Spesso infatti, grazie alla vasta gamma di mezzi notturni, ci spostavamo nelle città limitrofe per provare nuovi pub o discoteche.

8 – Luoghi comuni sulla Germania: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

Ce ne sarebbero tantissimi davvero, sia da sfatare che da confermare. 

Primo: “I tedeschi bevono tanta birra”, ebbene sì. Basti pensare che in alcuni supermercati la birra costa meno dell’acqua (giuro!).  Quando mi son trovata ad uscire con dei tedeschi nella comitiva bevevano davvero molta molta birra, ma non per dar prova di qualche capacità o per fare gli sbruffoni, la bevono davvero con piacere, come avrei bevuto io una coca cola (anche se non in quelle quantità). In Germania la varietà di birre è davvero invidiabile e anche io mi son ritrovata a bere molta più birra di quanto non sia abituata a fare, perché ce ne sono proprio tante da provare. Inoltre quasi ogni città ha la sua birra caratteristica, e che fai, non le provi tutte?

Secondo: “I tedeschi sono razzisti”, assolutamente no! Non ho mai visto una città più variegata e multiculturale di Essen. In un solo pullman potevi trovare almeno 7 diverse nazionalità e nessuno guardava male il vicino, nessuno, anzi spesso ho visto tedeschi cedere il posto, dare una mano o anche solo interloquire tranquillamente con persone visibilmente straniere e viceversa. Anche camminando per le varie città che ho visitato c’era un’armonia bellissima, un’eterogeneità invidiabile, questa è una delle cose che più mi ha colpito. 

Ricordi dell’Erasmus

Munster
Una foto scattata da Sara in visita a Munster

9 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Essen?

01/12/2018, gita a Münster. Una città stupenda già di per sé, con un’architettura fantastica e caratteristica, che quel giorno sembrava essere più gioiosa che mai perché finalmente si era entrati nel mese di dicembre! C’erano bancarelle ovunque, musicisti di strada intonavano canzoni natalizie nei modi più disparati, faceva un freddo glaciale, ma le persone in strada erano tantissime e trasmettevano un calore speciale. Tutti erano felici, tutti sorridevano e tutti avevano la scusa di festeggiare perché il Natale era alle porte.

10 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Essen?

Sicuramente il Baldeneysee, ovvero un bellissimo lago, il più famoso a Essen, che ho visitato varie volte. Basta prendere un pullman dalla stazione centrale, 40 minuti di viaggio e si arriva in questo luogo tranquillo dove fare una passeggiata nel verde, respirare aria pulita e passare le ore ad ammirare la natura. Davvero mozzafiato, soprattutto in autunno.

Baldeneysee Essen
Il lago Baldeneysee ad Essen

11 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’Erasmus a Essen?

Al primo posto senza dubbio i trasporti, non ho mai aspettato un pullman per più di 15 minuti, i treni sono efficientissimi e la metro è una meraviglia, poi con l’abbonamento gratis mi sentivo davvero libera di andare dove volevo come volevo. Medaglia d’argento per l’Università, forse il posto dove ho passato più tempo. La disponibilità delle persone, l’efficienza e l’organizzazione della segreteria è stata un aiuto importantissimo nella difficile trafila burocratica che l’Erasmus richiede. Ultimo miglior aspetto, la vicinanza ad altre città, il che mi ha permesso di visitarne davvero moltissime, e la vicinanza all’aeroporto di Düsseldorf, che è molto importante se ad esempio parti o arrivi di sera.

12 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

La difficoltà più grande è stata la solitudine. Facendo parte di una famiglia numerosa ed avendo fidanzato ed amiche sempre vicini è stato fortissimo l’impatto una volta sola nella mia stanza. La mia coinquilina era cinese e parlava solo tedesco, quindi i primi tempi è stato davvero straziante. In più mi si ruppe il pc proprio il primo finesettimana di permanenza e non so quanto ho pianto perché non vedevo l’ora di vedere tutti e mi sentivo come se qualcuno me l’avesse impedito. Il primo mese è stato davvero molto duro e per qualche giorno ho avuto seriamente paura di mollare. Poi però sono riuscita a sollevarmi ed è andata bene.

Un’altra difficoltà è stata sicuramente la lingua, all’inizio mi sentivo spaesata e incapace di comunicare, come se tutto quello che avevo studiato fino ad all’ora fosse scomparso dal mio cervello. È stato impegnativo, ma alla fine sono riuscita a migliorare moltissimo la mia conoscenza della lingua.

Ultima, ma assolutamente non per importanza, è stata la difficoltà di instaurare rapporti con gli altri studenti Erasmus. Durante il primo mese infatti mi sono molto chiusa e, una volta ritornata in me, è stato difficile entrare in un gruppo, dato che si erano già consolidati tutti. Quindi posso dire di aver trascorso i 6 mesi di Erasmus per la maggior parte in solitaria, tranne che per i viaggi, ma questa esperienza mi ha davvero fortificata e adesso ho la certezza di essere completamente autosufficiente e capace di poter andare avanti da sola.

Essen di notte
Una foto scattata da Sara ad Essen di notte

Tiriamo le somme

13 – Consiglieresti Essen per l’Erasmus? E se in futuro ne avessi occasione, sceglieresti Essen per vivere?

Consiglierei assolutamente Essen, è una città che ha tantissimo da offrire, tranquilla e organizzata e sì, se ne avessi l’occasione non ci penserei due volte a trasferirmi lì, me ne sono davvero innamorata e, per fortuna, piace anche al mio ragazzo!

14 – Consiglieresti l’Erasmus in generale? Per quale ragione?

L’Erasmus è crescita, miglioramento di se stessi e presa di coscienza dei propri limiti e delle proprie possibilità, lo consiglierei a chiunque si sentisse pronto a cimentarvisi. Essendo però un’esperienza alquanto impegnativa proporrei di pensarci bene, ponderare tutte le scelte che si è pronti a fare, perché non ha senso secondo me iniziare e poi non portare a termine un’esperienza del genere, non solo per il sentimento di fallimento che si potrebbe provare, sentimento che io stessa ho provato a volte e che ho cercato con tutte le mie forze di allontanate stringendo i denti, ma anche perché i soldi che si investono non sono pochi. Quindi, andate in Erasmus, ma siatene convinti.

Grazie infinite a Sara per aver risposto a tutte le mie domande a proposito della sua esperienza in Erasmus. Io mi sono convinta che anche Essen sarebbe stata un’ottima scelta!

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