Avventure in Erasmus: l’esperienza di Maria Chiara a Barcellona!

Avventure in Erasmus: l’esperienza di Maria Chiara a Barcellona!

Penso si possa dire senza esitazione che Barcellona è una meta piuttosto gettonata per l’Erasmus. Proprio il capoluogo della Catalogna era stato infatti la destinazione scelta sia da Valentina che da Maria Alessandra. Ma ogni esperienza è diversa e speciale, quindi oggi intervisto una terza ragazza che ha fatto l’Erasmus a Barcellona.

A raccontare la propria esperienza questa volta è Maria Chiara, blogger di A Trip in my Mind. Maria Chiara studiava Web Marketing and Digital Communication presso lo IUSVE ed ha deciso di trascorrere 3 mesi a Barcellona facendo un tirocinio presso la Bcn Travel, durante l’anno accademico 2018-2019.

Infatti quello di Maria Chiara non è stato un “tradizionale” Erasmus per motivi di studio, bensì un Erasmus Traineeship, cioè un programma che consente ai giovani, studenti o neolaureati, di fare appunto un tirocinio all’estero.

Ed ora, ecco cosa racconta la protagonista di oggi a proposito della propria esperienza in Erasmus…

Cosa e perchè

1 – Molti non hanno mai neanche sentito parlare dell’Erasmus Traineeship, tu come sei venuta a sapere dell’esistenza di questo programma?

La mia Università è privata, per cui non ha i programmi Erasmus che tutti conosciamo. Io volevo fare un’esperienza all’estero e ho capito che l’unico modo era sfruttare il periodo di tirocinio andando a farlo all’estero. Quindi mi sono cercata in autonomia l’azienda, ho fatto il colloquio e ho stipulato la convenzione.

2 – Perché hai deciso di partire per questa esperienza? E perché non un normale Erasmus?

Ho deciso di partire per questa esperienza perché l’ho sempre voluto fare. In passato avevo già vissuto sei mesi all’estero e al mio ritorno avevo subito pensato “ripartirò”. Non so bene nemmeno io perché non ho fatto un normale Erasmus, durante la triennale non ci ho pensato molto perché temevo ritardasse la laurea, e durante la magistrale essendo l’università privata non c’era il classico programma Erasmus.

3 – Come mai hai scelto proprio Barcellona? È stato difficile trovare il tirocinio “giusto” per te?

Mi bastava andare, ero disposta ad andare un po’ ovunque e ho mandato il curriculum in tutta Europa. In cuore mio, però, c’era la speranza di atterrare a Barcellona, perché l’ho sempre pensata la città giusta per me e dove avrei voluto provare un’esperienza simile. Fortunatamente ho trovato proprio lì. Per trovare il tirocinio ho dovuto spedire veramente tanti tanti cv, e ho ricevuto solo una risposta: dall’azienda in cui poi sono stata scelta per fare il tirocinio.

Casa Battlò - Barcellona

Prima di partire

4 – “Impacchettare” la propria vita e partire può essere difficile: che consigli daresti a chi sta partendo e deve preparare la valigia per stare 3 mesi a Barcellona?

Di portarsi via pochi vestiti e comodi, tanto lì nessuno ti guarda come sei vestito. Di portare con sé tanta pazienza, tanta voglia di mettersi in gioco. All’inizio bisogna essere aperti un po’ con tutti, sempre gentili e sorridenti, provare ad uscire anche se non si sa bene con chi si è e se le persone sono quelle giuste. Bisogna provare e buttarsi, fare tentativi. Consiglierei di portarsi via un paio di scarpe comode e degli auricolari, perché i miei momenti migliori sono stati quelli a spasso per la città con la musica.

5 – È stato difficile trovare un alloggio a Barcellona? Che consigli daresti a chi lo sta cercando? Qual è la spesa media da mettere in conto ogni mese per l’affitto?

Ho cercato sull’applicazione badi. Mi ci sono voluti circa 2 mesi, ma perché ho iniziato tanto in anticipo e nessuno cercava affittuari che entrassero da lì a due mesi, cercavano tutti qualcuno che entrasse in due settimane o poco più. Di solito i contratti iniziano con l’inizio del mese, per cui è meglio se si può arrivare entro la prima settimana. Altrimenti tante volte si può raggiungere l’accordo di dover pagare l’intero mese anche se si arriva la seconda, terza o quarta settimana.

La cosa migliore forse è stare in un ostello e andare a vedere le case di persona, in questo modo in una o due settimane si riesce a trovare una stanza. Dipende da cosa si vuole, comunque per una stanza vivibile con finestra e bagno in comune si spendono circa 400/500 euro al mese. Poi il prezzo può salire o scendere a seconda della posizione, del numero di bagni per appartamento, del numero di coinquilini, della grandezza della stanza.

La vita a Barcellona

6 – Come ti sei trovata a Barcellona?

Benissimo. La città è grande, offre sempre un sacco di alternative per tutti e per tutte le età. I mezzi di trasporto sono efficienti e funzionali a tutte le ore del giorno.

7 – Hai avuto difficoltà con la lingua? Hai fatto dei corsi prima di partire o durante il tirocinio?

Nella mia azienda parlavamo inglese, quindi non ho avuto problemi. Lo spagnolo un po’ lo sapevo e tra quello e l’inglese me la sono cavata senza problemi.

8 – Come definiresti il costo della vita a Barcellona? A parte l’affitto, che cifra dovrebbe tenere in conto ogni mese chi volesse fare l’Erasmus o l’Erasmus Traineeship lì?

Il costo della vita a mio avviso è altino. Per la spesa spendevo circa 30/40 euro a settimana. Per i mezzi di trasporto ci sono svariati abbonamenti, di solito trimestrali, comunque terrei in considerazione (stando larga) circa 50 euro al mese. In media un drink costa 5 euro e le entrate in discoteca sono o gratis o sui 10 euro.

Erasmus a Barcellona

9 – Come descriveresti lo stile di vita (i ritmi, i modi fare, la cucina, la “vita notturna”…) a Barcellona? È stato difficile adattarsi a tutte le novità?

Per me assolutamente no, ma sapevo che il tempo a disposizione per stare lì era limitato e dovevo godere di ogni singolo secondo, quindi ero pronta a tutto e a dire sempre di sì. Non sono state poche le volte che sono andata al lavoro dormendo solo una o due ore la notte 😊. Barcellona è sempre viva a tutte le ore del giorno, ognuno si può creare il proprio stile di vita senza sentirsi mai solo. Uscivo di casa alle 8.30 di mattina e c’era gente, i bar erano aperti e si poteva passeggiare tranquillamente. Nelle ore centrali del giorno si riempie di turisti, ma è grande, c’è spazio per tutti e non sono d’intralcio alle attività quotidiane di chi ci vive. Durante la sera si svuota un po’ e lascia spazio a chi vuole godersi la vita notturna fino a mattina.

10 – Luoghi comuni su Barcellona: uno vero e uno falso secondo la tua esperienza?

La città prima delle 10 non si sveglia: falso, non va proprio mai a dormire.

Ci sono i pickpocket e rubano telefoni e cellulari senza mai fare male a nessuno: vero.

Ricordi dell’Erasmus Traaineeship

11 – Qual è il ricordo più bello che hai dei mesi trascorsi a Barcellona?

L’indipendenza, vivere da sola, non dover rendere conto a nessuno di quello che facevo, dove andavo o a che ora tornavo a casa. La possibilità di uscire dal lavoro e raggiungere la spiaggia in pochi minuti, poter fare una passeggiata lungo il mare oppure prendere un autobus e raggiungere i bunkers da dove ammirare la città.

12 – Qual è il luogo più bello o che più ti è rimasto nel cuore di Barcellona?

La Barceloneta. Andare li per prendere il sole, oppure solo per camminare o correre, e vedere quell’hotel a forma di vela che dà sulla spiaggia mi faceva sentire felice e mi strappava un sorriso ogni giorno.

13 – Quali sono stati i 3 aspetti migliori dell’esperienza a Barcellona?

Poter vivere quella città ogni giorno, svegliarmi col sorriso ogni giorno, uscire da lavoro e avere svariate alternativa per far passare le ultime ore del pomeriggio e la serata.

14 – E le 3 difficoltà più grandi che hai dovuto affrontare?

Il senso di solitudine iniziale, il comprendere di buttarsi e provare tutto dicendo sempre di sì alle varie proposte, risparmiare.

Barcellona Erasmus traineeship

Tiriamo le somme

15 – Consiglieresti Barcellona per un Erasmus o un Erasmus Traineeship? E se in futuro ne avessi occasione, sceglieresti Barcellona per vivere?

La consiglierei assolutamente e sì, vorrei tanto tornare lì per viverci.

16 – Consiglieresti l’Erasmus Traineeship in generale? Per quale ragione?

Sì, perché ti sveglia, ti fa crescere, ti fa tornare a casa diverso. È un’esperienza che segna e che resta nel cuore. Sicuramente fortifica, perché sai che devi contare solo sulle tue forze, ma allo stesso tempo capisci che devi imparare a fidarti delle persone e che il mondo non è così brutto come ce lo dipingono.

17 – Che consigli daresti in generale a chi sta cercando un possibile tirocinio per un Erasmus Traineeship?

Di mandare tantissimi cv e non abbattersi. Ci sono tante opportunità, ma allo stesso tempo non tutti rispondono, anzi. Quindi tanta forza di buona volontà e un po’ alla volta qualcosa si trova.

Grazie infinite a Maria Chiara per aver risposto alle mie numerose domande. Spero che leggere queste esperienze possa essere di aiuto ed ispirazione per altri studenti. Se invece siete curiosi di saperne di più sulle sue avventure, passate dal suo blog!

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